Sentiero Valtellina 2012



Terzo viaggio pasquale, un qualcosa di più soft, di più tranquillo, qualcosa di meno impegnativo (sulla carta) e di più corto dal punto di vista del numero di giorni, scelta obbligata causa lavoro, ebbene si!!!
L'idea iniziale era quella di fare il giro dei laghi, ma per l'appunto questa novità lavorativa e la voglia di voler fare qualcosa di più easy almeno per quest'anno ha  portato a scegliere la pista ciclabile dell'Adda che da Tirano porta fino a Milano. In pratica lo stesso identico percorso che con Inzago in Bici avevo fatto lo scorso anno.

Tirano - Colico

Tappa Tirano - Colico
Lunghezza 82 km / Totali: 82 km
Partenza 10:30
Arrivo 18:30
In bici per 5 ore 07 minuti
Media 15.9 km/h
Meteo Sole e vento contrario

Il primo giorno è da levataccia, sveglia alle 5:00 e colazione, bicicletta al buio della mattina inzaghese fino alla stazione di Gessate e poi sulla metropolitana fino a Centrale con Sofia, ad attendere Albe e il mitico Paolo (per fortuna che dopo il treno delle 7:20 ce n'era un altro!!!).
Il viaggio va via veloce e quando scendiamo a Tirano la temperatura è bella frescolina, c'è il sole ma tira un vento infernale, inizialmente a favore, poi con il primo tratto in leggera discesa si va che è una libidine, poi però dopo la pausa pranzo il vento diventa davvero tosto, contrario, laterale, continua a girare e non c'è una vera logica in tutto questo. Sta di fatto che in certi momenti la fatica è allucinante, forse peggio che andare in salita.
Il percorso è fantastico, sempre su sede protetta a parte qualche breve tratto, si scende tra il verde dei campi e le vigne sui monti, e la bottiglia di Inferno fa capolino sulla Discovery di Paolo, ci siamo di brutto anche quest'anno. Quando arriviamo in prossimità di Morbegno i due giovani del gruppo decidono di dare sfogo al loro ego interiore tagliando una deviazione che avrebbe portato ad un ponte in favore di un guado. Il sottoscritto va per primo e manco per l'anticamera del cervello va a pensare di trascinare a mano la bici e camminare sui massi posti a mo' di passerella, prende diretto il basso torrente e lo attraversa. Peccato che nel tratto più profondo (si parla di una decina di centimentri scarsi) è costretto a mettere giù il piede, sciaf nell'acqua, e le scarpe da tennis sono gelate. La più grande delusione è poi quella di girarsi e vedere Paolo camminare allegramente sui massi, così non vale!!!
Avventura a parte manca abbastanza poco alla meta e nel giorno della Roubaix non ci facciamo mancare anche un breve tratto in pavè per concludere poi con un muro finale fino al bed&breakfast, una salita di quasi due chilometri con la stanchezza della giornata, una vera faticaccia!!!
Si arriva a destinazione e l'appartamento è più che ottimo, si parte con il tour delle docce e si comincia a tagliare il salame, un fetta tira l'altra prima di iniziare a mangiare sul serio i 700g di salame sono spariti, che animali!!! Per cena quest'anno le cose le abbiamo fatte in grande, vista la meta abbiamo pensato bene di darci da fare, in realtà il vero masterchef del gruppo è Alberto, e il suo risotto con bitto e bresaola è qualcosa di magico, porzioni abbondanti e fame da lupi, una vera prelibatezza che ci siamo goduti con un calice di vino e una fetta di colomba giusto per concludere in bellezza!!!
La stanchezza esce fuori alla distanza e con l'occhio mezzo chiuso tiriamo mezzanotte, poi tutti a nanna, tempo zero che siamo tutti già belli che andati!!!

Colico - Inzago

Tappa Colico - Inzago
Lunghezza 94 km / Totali: 172 km
Partenza 10:15
Arrivo 18:00
In bici per 5 ore 40 minuti
Media 16.6 km/h
Meteo Nuvoloso

Sveglia ore 8:00, occhi pesanti, gambe così così, ci vuole una colazione importante per cominciare questa seconda tappa, un po' di the, biscotti, caffè, brioches, cioccolato e se ci fosse stato anche un po' di bacon e uova, ma ci siamo proprio scordati di portarli. Sulle note musicali prodotte dal telefono di Paolo ci prepariamo alla partenza, pronti via poco dopo le dieci siamo in sella, picchiata verso la statale e lungo il lago fino a Lecco.
Su e giù sempre all'ombra e con la temperatura che non ne vuole sapere di andare in doppia cifra, non fa affatto caldo e il fatto di essermi scordato i guanti interi mi fa gelare le dita. Tappa obbligata a Varenna, c'è ancora un po' di colomba e non possiamo portarla fino a casa, per cui non ci resta che finirla davanti al magnifico paesaggio che il lago di Lecco può offrire. La sosta non è lunghissima, ma non perchè siamo di fretta, piuttosto perchè fa davvero freddo e cosa c'è di meglio che spingere la bicicletta su delle scalinate per scaldarsi?!
Ultimi chilometri sulla statale del lago e poi il maledetto pezzo sulla superstrada, uscita Lecco e siamo in centro in men che non si dica, pronti per mangiare ancora, ma questa volta un toast al McDonald non ce lo leva nessuno, si non si può dire che siamo dei cicloviaggiatori salutisti!!!
Da Lecco la strada bene o male la conosciamo un po' tutti, la ciclabile dell'Adda della CicloNotturna 2011 è uno di quei percorsi classici per chi abita nella nostra zona, ma come dicevamo mentre si pedalava, farla una volta all'anno è sempre un piacere, perchè nonostante la si conosca quasi a memoria, riesce sempre a offrire un paesaggio e un'atmosfera unica!!!
Breve pausa dopo Imbersago, inutile dire che ci siamo mangiati ancora un chilo di roba a testa, per poi cominciare uno slalom degno di Tomba lungo l'argine del fiume. Il campanello di Albe è in din-din-din continuo, c'è sicuramente meno gente di quella che avevamo immaginato, ma qualcuno appena vede una bici arrivare alla spalle e storce il naso c'è sempre, bah!!!
A parte questo si va avanti senza troppi problemi, le rapide dell'Adda sulla sinistra e le centrali sulla destra, il muro del castello di Trezzo e poi la villa Castelbarco prima di scendere sul Naviglio Martesana, ormai siamo proprio sulle nostre strade, la temperatura è salita per cui un buon gelato a Inzago non ce lo toglie nessuno!!!
Con la vista sulla meravigliosa torre della villa Aitelli i nostri eroi si salutano, il sottoscritto è praticamente a casa, Alberto, Paolo e Sofia dovranno procedere ancora qualche chilometro. Che dire, sarà anche stata una versione più soft rispetto agli altri anni, ma sia il percorso che la compagnia ormai affiatata, che ormai è sicuramente qualcosa in più di un semplice gruppo di gente che pedala, hanno reso questi due giorni una vera libidine!!!



Un Commento a “Sentiero Valtellina 2012”

  1. Paolo Elvis scrive:

    puntualizziamo: “per fortuna che dopo il treno delle 7:20 ce n’era un altro!!!”…è perchè il… “mitico Paolo” ..non ha sentito la sveglia :-) ))

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