Paura e delirio sui treni

Ebbene si, sto scrivendo da casa, si è ufficialmente concluso questo mitico cicloviaggio, ma l'ultimo giorno non è privo di avventure, anzi!!! Smontiamo le tende davvero in maniera super veloce, ormai siamo degli automi e alle 7:30 siamo già in strada, direzione est lungo il mare, verso Saint Raphael, costeggiando il mediterraneo sotto le luci dell'alba, l'atmosfera perfetta per un happy ending.

In poco più di un'ora e mezza arriviamo alla stazione e la prima cosa che facciamo è metterci in coda per i biglietti, tempo cinque minuti e la carinissima commessa delle SNCF ci spiega tutto.
Al contrario di quanto avevamo preventivato (St.Raphael - Nizza - Breil - Torino - Milano) la ragazza di dice che è più veloce cambiare a Nizza e poi a Ventimiglia, da qui parte un treno che va fino a Milano senza dover cambiare da nessuna parte. Ripetiamo all'infinito "Nous avons les velos!!!" e la tizia annuisce e ci dice che non ci sono problemi, orario di arrivo previsto nel capoluogo lombardo 18:55.
Ci posizioniamo sul binario, fermata in curva, arriva il treno, carichiamo una bici, con la seconda abbiamo qualche problema perchè un pedale si incastra nel gradino, risolviamo l'intoppo e il treno comincia a muoversi, Claudio e la sua bici sono ancora a terra, panico!!! Afferro il manubrio della bici e la scaravento sul vagone, Claudio salta su con una mossa degna di un film western, ci facciamo una risata (anche se non sarebbe proprio il caso) e proseguiamo verso Nizza.

Il cambio a Nice Ville va a gonfie vele, ma i problemi arrivano a Ventimiglia quando scopriamo che il treno indicatoci dalla ragazza francese dei biglietti è in realtà un Intercity che non può caricare le biciclette, alè!!! Tutti i capotreni in banchina non sanno nulla, scattiamo al centro informazioni e ci dicono di prendere quello delle 13:53 per Genova, ma sono le 13:52, perso inevitabilmente!!!
Torniamo al centro informazioni per capire la soluzione più veloce e avrei volentieri sfondato il vetro per dargliene quattro alla simpatica tizia delle FS, a parte "Ma non dovete fare i biglietti in Francia" con conseguente risposta "Ok, la prossima volta vado in Svezia a farli, non si preoccupi" ci dice che dobbiamo ricomprare i biglietti per il regionale, ma stiamo scherzando, non ci pensiamo neanche. Così attendiamo due ore e poi finalmente si parte, Liguria coast to coast fino a Genova e cambio per Milano al binario 17, un su e giù per le scale e siamo sull'ultimo treno, l'Odissea sta per finire!!!
Accampati sui gradini di un treno da terzo mondo poco dopo le 21:00 siamo in zona di arrivo, Claudio scende a Rogoredo poichè così è più comodo per tornare a San Donato, mentre Sofia ed io scendiamo a Lambrate, baci, abbracci e strette di mano e ci diamo appuntamento per una birretta post-viaggio a data da destinarsi!!!
Da Lambrate imbocchiamo la ciclabile della Martesana e con i miei che ci sono venuti incontro in tandem torniamo verso casa, stanchi più oggi di qualsiasi altro giorno di pedalata, avrei fatto il Galibier due volte piuttosto.
Viaggio in treno a parte, mi viene davvero strano scrivere questo post seduto sulla sedia della mia stanza, ormai ci avevo preso la mano a scrivere in tenda oppure nel punto più scomodo del campeggio, ma da dove si prendeva meglio la connessione. Mancherà stasera il rumore dei sacchetti e delle borse (soprattutto quelle di Sofia), la luce del mio frontalino che ora va e che ora non va più, mancherà l'atmosfera di dormire in tenda, che in pratica è un telo, ma che in realtà per dodici notti è stata la mia casa, mancherà tutto quello che c'è stato in questo viaggio, un cicloviaggio che personalmente ho voluto fortemente ed ero motivatissimo e convintissimo nel volerlo affrontare e che ho potuto condividere con due splendidi compagni di viaggio!!!



2 Commenti a “Paura e delirio sui treni”

  1. Roberta Dabbene scrive:

    Il viaggio in treno e’ sempre la parte più difficile dei cicloviaggi (solo in Italia pero’! Persino in Grecia e’ tutto più semplice….). Bentornati!

  2. Wilma Cazzaniga scrive:

    è vero… la parte più difficile è il viaggio in treno… ( ma anche le scale mobili :-)))) )… bentornato!

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