Passo dello Stelvio / Giro d’Italia 2012


Percorso Piandelvino - Bormio - Stelvio - Bormio - Piandelvino
Lunghezza 50 km circa
In bici per 3 ore 51 minuti circa
Media 13 km/h circa
Meteo Sole e fresco in cima

Il Giro è sempre il Giro, si porta dietro il suo fascino, la sua storia e se poi l'ultima tappa in linea si conclude sullo Stelvio, allora il fascino della corsa rosa viene ulteriormente amplificato. Se poi ci mettiamo il sole e la bella giornata, beh, quello che ne è venuto fuori è un giro fantastico condito da un'atmosfera unica che solo la bicicletta sa regalare!!!
Weekend organizzato con i fiocchi, con father, mother e Alberto saliamo in Valtellina venerdi sera pronti per essere operativi al 100% la mattina successiva, la Cima Coppi ci attende e quindi una bella cena all'alba delle 22:30 è il modo migliore per passare una notte travagliata costellata da continui risvegli.
Sveglia alle 8:00 in punto, colazione sostanziosa e pronti via si parte, Alberto e il sottoscritto cercheranno di andare fino in cima, papà e mamma fin dove riusciranno, ma il loro Stelvio lo scaleranno lo stesso.
In pochi minuti e in leggera discesa raggiungiamo il bivio per i Bagni Nuovi, contrariamente a quanto pensavamo la corsa passerà di qui, per cui svoltiamo anche noi a sinistra e cominciamo la scalata, rapportino e via in mezzo agli alberi fino a raggiungere la strada SS38 dello Stelvio dove già una marea di ciclisti è intenta a pedalare.
Le rampe iniziali sono sempre sofferte, c'è da capire come stanno le gambe, è inevitabile che in salita ognuno va con il suo passo per cui ci perdiamo un po' di vista, cominciano i tornanti e su uno di essi ecco spuntare Auro "Mr. Simpatia" Bulbarelli e Alessandra de Stefano, un saluto e si prosegue, certo che un minimo di sorriso ce lo potevano fare!!!
Sui tornanti un po' si respira, ma appena dopo le famose gallerie, poco amate dai corridori se affrontate in discesa, arriva la rampa più dura di tutta la salita, proprio nel momento in cui davanti agli occhi si staglia il muro di tornanti che porta alla seconda cantoniera, le spalle cominciano a spingere e per superare questi metri al 14% bisogna darci dentro!!!
Sorpassiamo il cartello dei 10 km all'arrivo, siamo oltre la metà della salita e i tornanti più famosi sono proprio sotto le ruote delle nostre bici, la strada tira, ma vuoi l'assenza di traffico, vuoi gli incitamenti e le battute che si scambiano con i compagni di avventura la fatica viene un po' meno e pian piano si arriva dopo ben 2 km di destra e sinistra alla seconda cantoniera, segnale che la strada spiana un po' prima di entrare nelle Bocche del Braulio.
La valle si stringe e il paesaggio cambia, il Braulio scorre sulla sinistra e dopo qualche centinaio di metri si comincia vedere la vetta innevata del passo, sembra lì eppure mancano ancora poco più di 7 km.
Stranamente non ho così tanta fame, ma onde evitare una crisi di fame a un passo dalla vetta un panino con bresaola al riparo dal vento all'Oratorio San Ranieri (5 km dalla cima) non me lo toglie nessuno, nel frattempo chiacchiero un po' con altri ciclisti fermi a riposare, attendo Alberto e poi ripartiamo insieme in scioltezza fino al bivio del Giogo di S. Maria. Da qui la strada si fa largo nella neve, il passo è aperto da solo due giorni e dicono che siano passati con i mezzi pesanti per liberare la strada, è uno spettacolo girarsi e vedere tutto bianco, guardare in alto e vedere sbucare le teste dei ciclisti che salgono verso i 2758 metri dello Stelvio.
Sono gli ultimi 2 km quelli che danno la mazzata, sembra sempre lì il rifugio eppure non arriva mai, un piccolo aiuto lo danno i cartelli dell'organizzazione posti ogni 100 metri, una sorta di countdown, un gruppo di tifosi belli brilli canta a squarciagola sull'ultima curva, eccolo il rettilineo finale, ecco la cima e lo striscione dell'arrivo, pelle d'oca, si perchè arrivare in cima anche se non è la prima volta sullo Stelvio da sempre una certa emozione!!!
L'unica nota negativa è che non si può arrivare sulla linea del traguardo, per cui niente foto ricordo vicino al cartello o sotto l'arrivo, una piccola delusione che però non pesa nemmeno così tanto, di sicuro non come il freddo che c'è in vetta!!!
Ci rivestiamo e tutti belli bardati cominciamo a scendere, in pochi minuti siamo alla seconda cantoniera, visuale maestosa del serpente di asfalto che sale verso la vetta, il posto ideale, si vedono ben due chilometri di strada per cui decidiamo di piazzare le biciclette nel prato e attendere la corsa sdraiati sotto il sole!!!
L'attesa non è nemmeno così lunga, il rumore degli elicotteri, De Gendt che sale a una velocità impressionante, Cunego che è dietro due tornanti sembra averne per raggiungerlo, i migliori che si fanno attendere, le facce stravolte dei ritardari, sguardo perso nel vuoto, bocca aperta e viso scavato dalla fatica, qualcuno regala una spinta a quelli più in difficoltà, altri cercano di incitare nel migliore dei modi, qualche tifoso che sarebbe da sgonfiargli le gomme scende non appena sono passati i primi, una cosa inaccettabile e di brutto gusto, se sei venuto sullo Stelvio a vedere il Giro aspetti che passa il fine corsa, che tutti siano passati, una questione di rispetto per i corridori e per chi è lì a vederli sulla strada!!!
A parte questo i 40' che passano tra il primo e il gruppo dei velocisti volano via in men che non si dica, mi piace pensare che sia uno sport pulito, o per lo meno più pulito rispetto agli ultimi anni e visto come è andato il Giro credo che lo sia, vedi la fatica e come si diceva con gli altri a bordo strada, solo se hai mai provato a fare una salita riesci a capire fino in fondo quanta fatica fanno i corridori!!!
Uno spettacolo splendido, una giornata perfetta, un paesaggio incredibile e una salita mitica, un'impresa di De Gendt che entra nella storia e una piccola impresa pure per noi !!!



Scrivi un Commento