Laghi di Cancano


Percorso Piandelvino - Laghi di Cancano - Arnoga - Piandelvino
Lunghezza 38 km circa
In bici per 2 ore 26 minuti circa
Media 16 km/h circa
Meteo Sole

Il giorno prima lo Stelvio e il Giro d'Italia, oggi invece si pedala sulle strade meno conosciute, ma altrettanto affascinanti, dei Laghi di Cancano e delle Torri di Fraele!!!
Undici anni dal 1988 al 1998 in vacanza in queste zone, gli ultimi anni qualche giretto in bici l'avevo fatto, ma mai la salita alle Torri di Fraele e fino ai Laghi di Cancano, questo weekend era l'occasione giusta per un tuffo nel passato, quei paesaggi già visti tante volte, ma ormai troppi anni fa!!!
Anche per Alberto sarebbe stato un tuffo nel passato, il primo cicloviaggio verso le fonti dell'Adda, ma purtroppo ha dovuto rinunciare dopo soli 2 km causa rottura della catena sulle prime rampe della salita, la troppa forza sprigionata sui pedali forse!!! Un vero peccato, in assenza di smagliacatena Albe è costretto a tornare indietro e sono costretto a proseguire in solitaria verso la vetta.
La salita è lunga 10 km, la prima metà non sembra nemmeno un paesaggi alpino, la seconda metà è un susseguirsi di tornanti, ben diciassette negli ultim 4 km!!! Le torri di fraele, fortificazioni di qualche secolo fa ancora ben conservate, si avvicinano tornante dopo tornante, le pendenze non sono proibitive e l'asfalto nuovo (fino a qualche anno fa la strada era sterrata) non possono che semplificare un po' l'ascesa.
In poco più di un'oretta imbocco la prima delle due gallerie che portano sotto le torri, arrivarci ora è bello, ma mai come da bambino quando arrivare alle torri (anche facendo soltanto gli ultimi tornanti perchè si sbucava sulla salita dalla Decauville) sembrava quasi di scalare l'Everest!!! Le foto di rito non me le toglie nessuno, poi in sella all'ormai esperta One Hundred Black vado giù sullo sterrato compatto verso i Laghi di Cancano, due laghi artificiali creati per la diga dell'allora AEM.
La strada è molto compatta e non ci sono problemi, breve discesa e risalita verso il rifugio prima di scendere per un chilometro scarso verso la diga, guardare giù è un'impresa, avevo la mezza idea di fare il giro completo dei laghi, ma il tempo scarseggia (devo essere di ritorno per pranzo) per cui ritorno alle torri lungo la stessa strada, la bici sullo sterrato va che è un piacere, fare dell'off-road con una bici del genere ha sempre un po' del particolare e devo dire che aggiunge fascino al tutto!!!
Prima di imboccare la discesa mangio qualcosa, le fatiche sono finite ma lo stomaco brontola lo stesso!!! Tre tornanti in discesa e poi curva a gomito a destra per prendere la Decauville, una strada sterrata lunga poco più di una decina di chilometri che rimanendo in costa alla montagna porta fino alla statale del Foscagno all'altezza di Arnoga. La prima metà è esposta al sole e domina la valle, la seconda si inoltra in mezzo al bosco, sterrato compatto, piccoli rigoli d'acqua da attraversare, qualche buca e qualche sasso da schivare, un'altra sezione off-road fantastica che mi ributta indietro nel tempo!!!
Con calma e godendosi la montagna arrivo ad Arnoga, il cielo si è annuvolato e in discesa non farà così caldo, per cui windstopper e via in picchiata, prima San Carlo, poi Semogo e infine Isolaccia, qui la discesa finisce e sfruttando il falsopiano in discesa arrivo senza troppa fatica al Residence Piandelvino dove abbiamo alloggiato per questo weekend, un pranzo a base di bresaola e casera e poi bici sull'Ulysse pronti per tornare a casa!!!
Un vero peccato che questo weekend sia durato così poco, un vero peccato dover fare il giro in solitaria, un tuffo nel passato che ricorda le prime uscite in bicicletta da cui è nata tutta la passione che ho adesso, paesaggi sempre stupendi che sicuramente rivedrò tra non molto tempo!!!

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