Jafferau & Galibier / Giro d’Italia 2013



Quando è stato presentato il Giro d'Italia la tappa del Galibier non poteva non attirare la mia attenzione, dopo il Colle delle Finestre del 2011, lo Stelvio dello scorso anno quest'anno tocca al re delle Alpi francesi ad essere la meta del nostro weekend ciclistico!!!
Oltre al sottoscritto gli avventurieri di questa tre giorni sono il father, Albe e Rita, al suo primo Giro d'Italia, e sicuramente non l'ultimo!!! Un bellissimo weekend nonostante il meteo ballerino, perchè non c'è niente da fare, il fascino della maglia rosa è qualcosa che mi prende un sacco!!!

Giorno 1 / Jafferau

Percorso Bardonecchia - Jafferau - Bardonecchia
Lunghezza 22 km
In bici per 1 ore 46 minuti circa
Media 12.2 km/h circa
Dislivello 800 m
Meteo Freddo e nevischio

Si parte di buon mattina da casa, ore 07:30 le bici sono già nell'Ulysse e si parte destinazione Torino per caricare Alberto e Rita, pit-stop anche qui molto veloce e abbandoniamo il sole della pianura per le nuvole della Val di Susa. Nuvole che potrebbero diventare ancora peggiori quando la Polizia Stradale decide di superarci e tirare fuori la paletta, freccia a destra, patente e libretto, non si vede la targa, rischiamo 200€ ma vuoi l'atmosfera del Giro, vuoi il mitico poliziotto ne usciamo indenni!
Arriviamo quindi a Bardonecchia, 5°C in paese, chissà in cima al Jafferau che temperature ci saranno, ma non ci perdiamo d'animo, ci cambiamo con la tenuta invernale (manco alla notturna ero coperto così tanto) e dopo una brioche con crema pasticcera nella più famosa pasticerria del paese cominciamo ad arrampicarci sulle rampe del Jafferau.
Imboccare la strada giusta è già un'impresa, dopo qualche tentativo fallito finalmente ce la facciamo e possiamo cominciare il countdown dei 7 km all'arrivo.
Il paesaggio non è paragonabile a quello di un passo, ma bisogna dire che le nuvole basse e la nebbia coprono praticamente tutto, la tappa odierna è stata modificata annullando il passaggio sul Sestriere per cui questa sarà la vera unica asperità di giornata per i corridori, 7 km con punte del 18% e una pendenza costante dell'8-9%, farà sicuramente male, se poi ci si mette il freddo e la neve ne vedremo delle belle, e così infatti sarà!!!
L'ultimo chilometro è completamente transennato e la carreggiata è davvero stretta, mancano quasi quattro ore al passaggio dei corridori e nonostante le intemperie c'è già pieno di gente, l'atmosfera è quella giusta, è quella di una festa all'aria aperta, proprio quello che deve essere il Giro.
Onde evitare malanni infiliamo il piumino stile Bibendum e ci appostiamo a 75 metri dal traguardo, fa freddo e si saltella per scaldarsi, un panino, un dolcetto, inganniamo l'attesa chiacchierando, incontriamo amici della Martesana e Federico ed Elena (compagni di avventura nel 2011 sulle strade del Galibier) e poi comincia a nevicare, le nuvole si fanno più basse, gli elicotteri delle riprese non possono volare, una tappa d'altri tempi anche per questo motivo!!!
Lo speaker annuncia l'attacco di Nibali, maglia rosa in testa con il giallofluo Santambrogio, passano in piedi sui pedali sotto la neve ghiacciata, facce stravolte, un freddo tremendo che miete diverse vittime.
I distacchi non sono enormi, ma il freddo che penetra i muscoli è quasi visibile ad occhio, dev'essere stata una tappa tremenda, soprattutto per chi non ha niente da chiedere a giornate come questa, e infatti le facce degli uomini del gruppetto dicono tutto!
Purtroppo non riusciamo ad arrivare vicino al palco delle premiazioni e complice il freddo e l'orario (dobbiamo arrivare al campeggio entro le 19:30) inforchiamo le nostre bici e ci lanciamo a capofitto nella nebbia che per i primi tre km di discesa non ti fa vedere oltre i 30 metri!
Arrivati all'auto ci buttiamo nel tunnel del Frejus e in poco più di mezz'ora siamo a destinazione, il nostro amico Frank ci mostra il bellissimo bungalow del campeggio municipale (e sottolineo municipale), doccia e carbonara per un reggimento, pronti per la dura giornata di domani!!!

jaff-alt

Giorno 2 / Col du Galibier (Plan Lachat)

Percorso St.Michel de Maurienne - Plan Lachat - St.Michel de Maurienne
Lunghezza 56 km
In bici per 3 ore 55 minuti circa
Media 14.3 km/h circa
Dislivello 1800 m
Meteo Soleggiato, poi nevischio e freddo

Sveglia anche oggi abbastanza presto, colazione molto abbondante e poi via in macchina fino a Saint-Michel-de-Maurienne per evitare lo statalone, da qui si sale in sella ed è subito salita.
L'antipasto classico del Galibier è il Col du Telegraphe che però non è proprio una passeggiata con i suoi 12 km di salita, per di più se ci mettiamo che qualche buontempone ha pensato bene di gettare dei chiodi sull'asfalto e che su quattro abbiamo bucato in tre, l'antipasto non va giù così bene, maledetti!!!
Questo contrattempo ci blocca in cima al passo a riparare le ruote, insieme a noi altre decine di ciclisti con pompa e toppe in mano per riparare alla genialità di qualche stronzo!!!
Il father decide di fermarsi qui causa schiena dolorante (letto troppo corto), noi proseguiamo in picchiata su Valloire e finalmente un po' di sole, via gambali e windstopper, si può pedalare come se fosse veramente fine Maggio.
Passiamo per il villaggio di tappa, una rampa tremenda per uscire dal paese e poi il lungo rettilineo infinito, lo stomaco comincia a dare qualche segno di cedimento, c'è bisogno di un pit-stop a base di baguette, prosciutto e formaggio, fuori il coltello e subito pronti a ripartire, fino all'arrivo è ancora lunga.
Il paesaggio cambia, diventa più montuoso e meno popolato e notiamo che non c'è tantissima gente sulla strada, probabilmente le previsioni meteo non troppo confortanti hanno spinto molta gente a stare a casa, non sanno cosa si sono persi!!!
Pedaliamo e man mano che si sale la neve fa capolino a bordo strada, segno che ieri ha nevicato e per questo motivo l'arrivo è stato abbassato a Les Granges du Galibier a 4 km dalla vetta e 4 km dopo Plan Lachat, esattamente a metà di quegli 8 km famosi del Galibier, quelli che lo rendono una leggenda del ciclismo.
L'obiettivo nostro è ovviamente quello di raggiungere l'arrivo, peccato che però i gendarmi fermi sul ponticello di Plan Lachat siano di altro avviso, non si può passare, non ci fanno salire e tentare un offroad sui sassi non ci sembra una gran furbata con le biciclette, per cui decidiamo di tornare più giù in modo da poter vedere bene i corridori.
Ma la sorpresa è dietro l'angolo, gli altri gendarmi al cartello dei 4 km all'arrivo ci impediscono di scendere, niente da fare, strada chiusa a scendere, e vai a capire il perchè quando sono le 15:00 appena passate e mancano due ore al passaggio della corsa, mah!!!
Non abbiamo alternative e ci appostiamo vicino al cartello dei 4 km, a bordo strada con panino e coca-cola in mano nell'attesa del Giro, tutti belli bardati perchè pare proprio che il tempo stia cambiando. Infatti, tempo neanche mezzora comincia a nevicare, quel nevischio ghiacciato che con il vento ti arriva in faccia, la temperatura scende e la bufera raggiunge il proprio apice proprio quando passa la gara, Visconti in testa, Rabottini insegue e più dietro il gruppo maglia rosa di Nibali che amministra la situazione!!!
Doveva essere una tappa spettacolare, ma purtroppo i big non si sono mossi più di tanto a causa del freddo e della neve, ciò non toglie che il Giro che arriva sul Galibier è qualcosa di spettacolare!!!
Attendiamo il passaggio di tutti i corridori compreso lo stoico Taylor Phinney ultimo da solo e con una faccia tremenda, è forse quello che prende più applausi dalla gente sulla strada, grandissimo e simpaticissimo riuscirà a tagliare il traguardo entro il tempo massimo!!!
Dobbiamo tornare indietro, attendiamo che i simpaticissimi gendarmi ci dicano che si può scendere e in picchiata siamo nuovamente a Valloire, tappa in un bar per qualcosa di caldo, poi Telegraphe al contrario (una barzelletta) e discesa finale sorpassando i pullman delle squadre, alle 19:00 circa siamo alla macchina dove ci attende il father, pronti via le bici sono su e 800 grammi di spaghetti al tonno mi pare siano la giusta ricompensa per la fatica fatta!!!

galib-alt

Giorno 3 / Albiez-Montrond (Col du Mollard)

Percorso St. Jean de Maurienne - Albiez Montrond - St. Jean de Maurienne
Lunghezza 37 km
In bici per 2 ore 33 minuti circa
Media 14.3 km/h circa
Dislivello 1180 m
Meteo Soleggiato

Il Giro oggi riposa, noi invece no, colazione e poi direttamente dal campeggio partiamo per un anello nei dintorni sulle strade del Col du Mollard, ma la scelta era davvero vasta!!! Infatti il nome del campeggio (Camping des Grand Cols) dice tutto, nel raggio di 40/50 km si può fare il Glandon, la Madeleine, il Croix de Fer, il Mollard, l'Iseran, il Telegraphe e il Galibier, l'Alpe d'Huez e altre salite meno rinomate, insomma una gran scelta che sicuramente ci farà ritornare in questo posto.
La scelta del Mollard è più che altro per la possibilità di partire direttamente dal campeggio e fare una quarantina di chilometri circa senza tirarsi il collo visto il viaggio di ritorno che ci attende.
Poteva sembrare un giro di serie B e invece l'improvvisazione ha tirato fuori un grandissimo anello con tanto di salita impegnativa e settore di sterrato appena prima di Albiez-Montrond che solo quello valeva il giro!!!
La salita non è una passeggiata, le pendenze sono notevoli e un po' il terzo giorno di arrampicate si fa sentire, ma vuoi il sole, vuoi i colori che questa giornata ci regala la fatica non si sente e quando sul Garmin vedo la stradina sterrata che abbandona quella principale non ci pensiamo due volte.
La deviazione è più corta dell'alternativa asfaltata e copre lo stesso dislivello dovendo arrivare nello stesso punto, ovviamente più dura e per di più sterrata, non importa, è stata la scelta più azzeccata per godersi il panorama e la tranquillità della montagna fino al paese di Albiez-Montrond.
Da qui al Col du Mollard mancano circa 2 km, ma ce li lasciamo per la prossima volta, dopo un breve riposo nella deserta piazza dell'Opinel imbocchiamo una bellissima strada piena di tornanti che in mezzo al bosco ci riporta a Saint-Jean-de-Maurienne, discesa tecnica, strada stretta e immersa tra gli alberi, il posto perfetto dove la One Hundred Black da il meglio di se!!!
Insomma, una fantastica conclusione di una tre giorni al Giro, tre giorni di salite, di risate e (anche) di mangiate, gran bel weekend che l'anno prossimo cercheremo di replicare sempre al seguito del fascino della corsa rosa!!!

albiez-alt



Scrivi un Commento