Route des Grandes Alpes & Verdon / Il Film

L'attesa è finita, il film dell'avventura sulle Alpi francesi è finalmente online!!! In tanti, beh non proprio così tanti a dire la verità, mi hanno chiesto in queste tre settimane quando l'avrei pubblicato, ma purtroppo la data di uscita non dipendeva solo dal sottoscritto (che per questa occasione vestiva gli abiti di regista,  nonchè di direttore della fotografia e di cineoperatore), ma anche dalla casa di produzione!!! Ebbene si, questa volta la Giopirotta's Production ha deciso di fare le cose in grande, una prima di grande livello degna dei migliori film di Hollywood. Dopo essere stato scartato all'ultimo dalla Mostra del Cinema di Venezia la casa di produzione ha deciso di gestire la cosa in maniera molto indipendente, come va un po' di moda in questo periodo, per cui il red carpet dal Lido si è spostato ad Inzago!!!
Numero di invitati molto ristretto, ovviamente i compagni di avventura e un ospite d'eccezione, il mitico Albe, anche Paolo avrebbe dovuto sfilare sul tappeto rosso davanti ai fotografi, ma per cause di forza maggiore ha dovuto dare forfait all'ultimo minuto!!!
Okay, la smetto di scrivere cazzate!!! Che dire, il materiale a disposizione era un'enormità e metterlo insieme non è stato affatto semplice, credo che ne sia venuto fuori un buon film e il merito di questo va sicuramente agli attori (già in odore di Oscar), al paesaggio (a Cannes sarà in lizza come miglior scenografia), ma soprattuto al cavalletto, il migliore amico di ogni filmmaker amatoriale, perchè ne è valsa davvero la pena di portarlo su e giù per quelle maledette salite!!!
Avevo detto che avrei smesso di scrivere cazzate, ma è più forte di me, non ci posso fare niente, okay, adesso la smetto sul serio, abbassate le luci, accendete le casse a tutto volume, staccate i telefoni, mettete a tutto schermo, enjoy Route des Grandes Alpes & Verdon!!!

Un cicloviaggio spettacolare!!!

Scarico le foto sul computer e le riguardo una ad una, alcune fantastiche, altre da cestinare, tutte però ricordano qualcosa di questo spettacolare viaggio che si è appena concluso. Una mi fa venire in mente quanta fatica ho fatto per percorrere quella fetta di asfalto, magari l'altra invece mi fa tornare in posizione aerodinamica giù per una discesa, pronto a tirare i freni per affrontare l'ennesimo tornante!!! Eccone un'altra, questa racconta le mille cazzate sparate seduti davanti alle tende con il fornello acceso e un piatto prelibato pronto per essere mangiato in un nanosecondo, oppure la foto delle borse sul prato con tutta la roba in giro, perchè ogni giorno trovare la giusta collocazione del bagaglio all'interno delle Ortlieb è un enigma!!!
Quando ho proposto questo viaggio vedere quell'altimetria, beh, un po' di paura la metteva, ma con il lento andare delle nostre bici ce l'abbiamo fatta lo stesso. Quando vedevi che il contachilometri segnava 4.5 km/h non dovevi sentirti una merda, voleva semplicemente dire che era il momento di mettere giù il piede e tirare un attimo il fiato. Anche metterci quattro ore abbondanti per arrivare in cima all'Iseran, al Galibier o alla Bonette non è stato un problema, ce ne potevamo mettere anche cinque o sei, nelle migliaia di pause e ad ogni pedalata lo sguardo non era rivolto al grigio della strada ma si girava a destra e a sinistra perchè si stava pedalando in un paradiso di paesaggio che non poteva essere ignorato e andava gustato il più a lungo possibile!!!
Dobbiamo ammettere che il meteo ha fatto davvero tanto, salire in cima a un passo sotto l'acqua e con il freddo probabilmente non ci avrebbe fatto godere appieno di tutto quello che invece abbiamo vissuto, ma per una volta la fortuna è stata dalla nostra parte. Ricordiamoci che per un ovvio contrappasso nel prossimo viaggio l'acqua sarà un fattore notevole, questo è certo!!!
Anche il gruppo ha funzionato alla grande, tre persone diverse in mille cose, non era affatto scontato che andasse tutto per il verso giusto, avevamo si viaggiato insieme, ma mai soltanto noi tre, il viaggio era faticoso, pesante, stancante e le variabili in gioco erano davvero un numero esagerato, beh, siamo andati alla stragrande, esperienza sicuramente positiva anche sotto questo aspetto!!! Da promoter del viaggio devo per forza ringraziarli.
Per cui grazie al grande Claudio, l'esploratore, lo scalatore delle Alpi, il nostro apripista quando la strada cominciava a guardare verso il cielo nonchè l'esperto meteo della spedizione, a mille sopra i 2000 metri e in crisi nera quando il caldo si è cominciato a fare sentire, denti stretti fino alla fine e dal dubbio se partecipare o meno a quest'avventura mi sento di dire che ne è valsa davvero la pena di fare questi 16000 e passa metri di dislivello!!!
Poi un grazie super speciale a Sofia, l'anima del gruppo, sempre sorridente e pronta alla battuta, sempre pronta a dare una mano, a sentire lei era senza il minimo allenamento, ma sulle salite andava come un treno, diceva di essere sempre indietro ma in cima arriva sempre prima di me, freno tirato in discesa e nulla da invidiare ai grandi passisti nei lunghi falsopiani, strepitosa!!!
Sinceramente non avrei nemmeno potuto immaginare qualcosa di meglio per questo viaggio, ero motivato al 110% e appena messo piede in casa avrei voluto ripartire immediatamente, è stato uno spettacolo, qualcosa che rimarrà per anni e anni, un viaggio epico!!!
Ora non mi resta che mettermi al lavoro, con tutto il materiale raccolto (ben 17 Gb tra foto e video) ne vedrò delle belle nell'editing del video, ma è una cosa che mi piace da matti e in attesa del prodotto finale godetevi questo trailer e calatevi nell'atmosfera di questo fantastico cicloviaggio!!!

Paura e delirio sui treni

Ebbene si, sto scrivendo da casa, si è ufficialmente concluso questo mitico cicloviaggio, ma l'ultimo giorno non è privo di avventure, anzi!!! Smontiamo le tende davvero in maniera super veloce, ormai siamo degli automi e alle 7:30 siamo già in strada, direzione est lungo il mare, verso Saint Raphael, costeggiando il mediterraneo sotto le luci dell'alba, l'atmosfera perfetta per un happy ending.

In poco più di un'ora e mezza arriviamo alla stazione e la prima cosa che facciamo è metterci in coda per i biglietti, tempo cinque minuti e la carinissima commessa delle SNCF ci spiega tutto.
Al contrario di quanto avevamo preventivato (St.Raphael - Nizza - Breil - Torino - Milano) la ragazza di dice che è più veloce cambiare a Nizza e poi a Ventimiglia, da qui parte un treno che va fino a Milano senza dover cambiare da nessuna parte. Ripetiamo all'infinito "Nous avons les velos!!!" e la tizia annuisce e ci dice che non ci sono problemi, orario di arrivo previsto nel capoluogo lombardo 18:55.
Ci posizioniamo sul binario, fermata in curva, arriva il treno, carichiamo una bici, con la seconda abbiamo qualche problema perchè un pedale si incastra nel gradino, risolviamo l'intoppo e il treno comincia a muoversi, Claudio e la sua bici sono ancora a terra, panico!!! Afferro il manubrio della bici e la scaravento sul vagone, Claudio salta su con una mossa degna di un film western, ci facciamo una risata (anche se non sarebbe proprio il caso) e proseguiamo verso Nizza.

Il cambio a Nice Ville va a gonfie vele, ma i problemi arrivano a Ventimiglia quando scopriamo che il treno indicatoci dalla ragazza francese dei biglietti è in realtà un Intercity che non può caricare le biciclette, alè!!! Tutti i capotreni in banchina non sanno nulla, scattiamo al centro informazioni e ci dicono di prendere quello delle 13:53 per Genova, ma sono le 13:52, perso inevitabilmente!!!
Torniamo al centro informazioni per capire la soluzione più veloce e avrei volentieri sfondato il vetro per dargliene quattro alla simpatica tizia delle FS, a parte "Ma non dovete fare i biglietti in Francia" con conseguente risposta "Ok, la prossima volta vado in Svezia a farli, non si preoccupi" ci dice che dobbiamo ricomprare i biglietti per il regionale, ma stiamo scherzando, non ci pensiamo neanche. Così attendiamo due ore e poi finalmente si parte, Liguria coast to coast fino a Genova e cambio per Milano al binario 17, un su e giù per le scale e siamo sull'ultimo treno, l'Odissea sta per finire!!!
Accampati sui gradini di un treno da terzo mondo poco dopo le 21:00 siamo in zona di arrivo, Claudio scende a Rogoredo poichè così è più comodo per tornare a San Donato, mentre Sofia ed io scendiamo a Lambrate, baci, abbracci e strette di mano e ci diamo appuntamento per una birretta post-viaggio a data da destinarsi!!!
Da Lambrate imbocchiamo la ciclabile della Martesana e con i miei che ci sono venuti incontro in tandem torniamo verso casa, stanchi più oggi di qualsiasi altro giorno di pedalata, avrei fatto il Galibier due volte piuttosto.
Viaggio in treno a parte, mi viene davvero strano scrivere questo post seduto sulla sedia della mia stanza, ormai ci avevo preso la mano a scrivere in tenda oppure nel punto più scomodo del campeggio, ma da dove si prendeva meglio la connessione. Mancherà stasera il rumore dei sacchetti e delle borse (soprattutto quelle di Sofia), la luce del mio frontalino che ora va e che ora non va più, mancherà l'atmosfera di dormire in tenda, che in pratica è un telo, ma che in realtà per dodici notti è stata la mia casa, mancherà tutto quello che c'è stato in questo viaggio, un cicloviaggio che personalmente ho voluto fortemente ed ero motivatissimo e convintissimo nel volerlo affrontare e che ho potuto condividere con due splendidi compagni di viaggio!!!

Et voici la Cote d’Azur

Ecco la Costa Azzurra, dopo ben dieci tappe eccoci finalmente sulla costa mediterranea, anche oggi grande tappa e per questo non posso che ringraziare Google StreetView. Ebbene si, le alternative oggi erano davvero tante, tante strade tra cui scegliere per raggiungere Sainte Maxime, ma quale?! Tramite le funzionalità delle mappe di Google mi sa che abbiamo messo giù un itinerario coi fiocchi!!!
Si parte alle 7:30 ed è record per il trio delle meraviglie, la Baronchelli si è munita della nuova sella visto che ho avuto qualche problemino alla gamba dovuto alla postura un po' storta, il pit-stop è velocissimo e prima di colazione l'operazione "sostituzione sella" è completata, si può partire, let's go!!!
C'è ancora un po' di salita oggi, subito all'inizio e poi un gran bel scendere prima verso Aups e poi verso Lorgues, siamo carichi di brutto e grazie anche alle pendenze favorevoli in buona parte della tappa la media oggi è stratosferica!!!
Una tartelette alle mele per spuntino e poi si continua verso Vidauban, è un po' presto, ma l'appetito ci assale, panchina all'ombra e comincia il banchetto, solito menù di mezzogiorno, breve pennica e poi sotto il grande solleone imbocchiamo una strada spettacolare, non proprio una gran furbata!!!
Per raggiungere il mare si devono superare delle colline, al posto di prendere la grande statale a due corsie svoltiamo dentro a questa stretta stradina immersa nella macchia mediterranea, profumi tipici delle zone costiere, caldo asfissiante e un gran bel piacere di pedalare su questo asfalto sinuoso, curva, controcurva e zero traffico.

Sali e scendi, rapportone e in poco tempo completiamo l'ascesa, l'ultima di tante fatiche in questo cicloviaggio, si gira a destra e poco più in là ecco il mare, la mer, the sea, oggi siamo multilanguage!!!
Giù a cannone passando per Plan de la Tour, una Coca ghiacciata alla goccia e poi via verso il camping La Beaumette, pensavamo di trovare tanta gente, invece il campeggio non sembra neanche un tipico campeggio da città di mare, fa giusto il caso nostro!!! Montiamo l'accampamento con tutta la calma, sono solo le 15:30 per cui cazzeggio libero in piazzola e poi verso le 17:00 inforchiamo ancora la nostra fidata compagna di viaggio per raggiungere la spiaggia. Beh, onestamente mi aspettavo un mare migliore, ma siamo proprio sulla spiaggia della città e forse lo dovevamo prevedere, ma non importa, per un bagno simbolico va benissimo!!!

Foto da pirla a parte (omaggio a una vecchia foto) ci godiamo alla grande questo bagno mediterraneo e andiamo alla ricerca di un posto che non sia troppo da papponi per brindare alla fine di questo epico viaggio, alla fine scegliamo forse l'unico bar in cui un succo costa più di una panachè!!!
La cena di oggi è all'insegna di "quel ca ghem" e andiamo di risotto alla milanese (che ci portiamo dietro dal primo giorno e non potevamo assolutamente riportarlo in patria) e di salsicce, biscotti a volontà come dolce e tante, troppe cazzate!!!
Un mitico cicloviaggio è volato via in un batter d'occhio, mi sembra ieri che stavamo là a scalare il Piccolo San Bernardo o il Galibier e invece domani saremo già di ritorno con quella che possiamo definire l'Odissea su rotaia!!! Partiremo da Saint Raphael e cambieremo prima a Nizza, poi a Breil-sur-Roya e infine a Torino per giungere a Milano alle 21:45, minuto più, minuto meno. Per chi vuole venirci incontro sulla riva del naviglio per una pedalata notturna al chiaro di luna ci diamo appuntamento dove ci si incrocia, tanto la strada è quella!!!
Come sempre c'è quel misto di tristezza e soddisfazione nello scrivere queste parole, la tipica sensazione di fine viaggio, ma per chiudere in bellezza alziamo un bicchiere verso il cielo e brindiamo a questa strepitosa Route des Grandes Alpes & Verdon!!! KEEP GOING!!!

Day off at Lac de Sainte Croix

Meritata giornata di riposo, relax totale a cominciare dalla mattina, nessuna sveglia e la filosofia è quando ci si alza ci si alza.
Facciamo colazione verso le nove e mezza, laviamo due o tre robe che asciugano in un attimo e poi spesa by bike a Les Salles, spendiamo un botto, ma abbiamo le scorte per oggi e domani mattina!!!
Tornati al campeggio faccio finta di saper leggere il francese sfogliando L'Equipe, beh, almeno il senso delle frasi riesco a captarlo, è un buon segno.
Cazzeggiamo alla grande, mando una mail al campeggio di Sainte Maxime di domani per vedere se c'è posto o comunque per avvisarli del nostro arrivo visto che è una zona abbastanza turistica, per ora nessuna risposta, staremo a vedere.
Controlliamo anche i treni per venerdi, tutto regolare anche qui, perfetto, non ci resta che tornare a poltrire, non prima di aver mangiato un buon chorizo a mezzogiorno!!!
Il programma di questo day off prevede poi un giro in pedalò sul Lac de Sainte Croix, armati di costume ci dirigiamo verso il punto in cui il fiume esce dalle gole e diventa lago. Per avere un pedalò dobbiamo attendere ben due ore, non ci sono problemi, mi metto a mollo nell'acqua!!!

Sotto il sole cocente attendiamo il nostro turno, ma quando arriva e si entra nelle mitiche gole, non c'è niente da fare, siamo i migliori timonieri di tutto il lago, eh già!!!

Si pedala anche oggi, ma quando mi scatta l'embolo della pazzia mollo la postazione di pedalatore sinistro e con un tuffo a bomba con annesso urlo di guerra indiano sfondo l'acqua in maniera superleggiadra!!! Quando torno in superficie vedo tutti quelli che sono sul ponte applaudire alla grande, wow, scopro però girandomi che tutto quel clamore è indirizzato al tipo che si è tuffato dalla parete. Mi è andata male per cui non mi resta che risalire a bordo e riprendere la mia più consona dimensione.

Dopo un'oretta torniamo alla base, di nuovo al campeggio, doccia bollente e siamo pronti per la cena, e che cena oserei dire. Il nostri vicini di piazzola sono dei camperisti genovesi e ci hanno gentilmente offerto un po' di pesto fatto in casa con fagiolini e patate, noi ci mettiamo le penne (purtroppo le troffie qui non esistono) e facciamo su una cena coi fiocchi!!!
Domani ultima tappa prima di tornare, si arriva al mare e qui un bagno con rincorsa alla baywatch non me lo toglie nessuno!!!

Verdon o Pandora?

Titolo un po' strano per il post di oggi, ma secondo me molto adatto a rendere l'idea di quello che abbiamo visto lungo i primi trenta chilometri della tappa, le mitiche Gorges du Verdon e in particolare la famosa Route des Cretes!!!
Dopo la serata brava di ieri la sveglia non può che essere almeno dopo le 7:30, con calma facciamo colazione insieme alla compagnia cernuschese di climbers e lasciamo asciugare le tende, oggi non ci corre dietro nessuno.
Salutati i compagni di campeggio per una notte carichiamo le nostre borse sul portapacchi e partiamo, la Route des Cretes sarà nostra e con la spesa ad aumentare la zavorra cominciamo a salire lungo i ripidi pendii che toccano anche punte oltre il 10%. Sembra assurdo, ma le pendenze più proibitive le abbiamo beccate proprio oggi nel Verdon invece che sui passi alpini.
Si sale per circa sei chilometri, ma è d'obbligo una sosta ad ogni belvedere, il panorama è mozzafiato, pareti verticali a picco sul fiume, qualcosa di mai visto prima, se da un momento all'altro fosse saltato fuori un alieno di Avatar, beh direi che ci sarebbe stato benissimo!!!

Paragoni cinematografici a parte, si resta incantati a vedere queste creste, non oso immaginare cosa può passare per la testa di uno che si mette a scalarle, no no, sono dei matti!!!
Belvedere dopo belvedere arriviamo in cima al promontorio con gli avvoltoio che girano in cerchio sopra le nostre teste, pronti a sfruttare l'eventuale momento di defaillane di qualcuno, che a dire la verità tra fatica e caldo non è poi tanto impossibile. Si cominciao a scendere, freni perennemente tirati e anche in discesa dobbiamo fermarci spesso perchè ogni angolo regala viste incredibili sul canyon!!!

La strada rimane vicino alla roccia e con lo strapiombo a pochi metri sull'altro lato della carreggiata bisogna fare un po' di attenzione, immersi in questo fantastico panorama completiamo il giro costeggiando il cosiddetto imbuto, forse la zona più affascinante del canyon, dove le pareti sui due lati si avvicinano di più, qualcosa di spettacolare!!!
Una volta ritornati al paese di La Palud siamo indecisi se proseguire fino a Moustiers Sainte Mairie per mangiare oppure se fermarci subito, ci guardiamo in faccia e abbiamo gli occhi di chi si sbranerebbe qualsiasi cosa, okay, pausa pranzo a La Palud. Tiriamo fuori le cibarie e diamo il via alle danze, pane, prosciutto, formaggio, salame e chi più ne ha più ne metta.
La digestione si fa prolungata, il Col d'Ayen può anche aspettare un attimo, tanto sono soltanto tre chilometri, cosa vuoi che sia!!! Beh, a dire le verità sti tre chilometri dopo la grande mangiata non è che sono proprio una passeggiata, ma riusciamo comunque a conquistare la vetta, l'ultima di una lunga serie, eh già, siamo quasi alla fine!!!

In picchiata nella foresta, svolta a destra e saliamo verso Moustiers Sainte Mairie, piccolo paesino arroccato sotto le rocce, pieno di negozietti e turisti, un altro mondo rispetto alle montagne!!! Un gelato che costa come l'oro massiccio, un giro della cittadella più la spexa per la sera e siamo pronti a ripartire. Ripercorriamo la strada fino alla rotonda e andiamo dritti verso il lac de Sainte Croix, la nostra meta odierna. Il camping municipale ha scritto fuori che è completo, ma per tre persone in bici conciati in questa maniera trova una piazzola, siamo a cavallo, montiamo l'accampamento e poi parte il cazzeggio spudorato fino all'ora di cena. Qualche crepes e un cordon bleu con un salamino alle erbe della zona che è la fine del mondo, come ammazzacaffè ci viene offerto dal vicino di piazzola un buon mirto, non potevamo chiedere altro!!!
Domani giorno di riposo, di bonus-day ne avevamo messi in conto anche due, ma il meteo per tutta la settimana è stato perfetto, ma cosa dico, più che perfetto, non aveva alcun senso fermarsi un giorno!!! Per cui dopo ben nove tappe e 632 chilometri conditi da qualche migliaio di metri di dislivello e da gambe che cominciano a risentire giusto quell'attimino di stanchezza ci prendiamo questo day-off. Sveglia quando ci si sveglia e poi tutti al lago per una bella gita in pedalò, tanto per non perdere il vizio!!!

Dalle Gorges de Daluis a quelle del Verdon

Giornata movimentata quella di oggi, si parte in direzione del Verdon e subito si ha un paesaggio magnifico. Usciti dal campeggio siamo immersi nelle Gorges de Daluis, paesaggio che fa molto Willi E. Coyote, la nostra corsia che si infila nelle gallerie e quella opposta che fa il giro dello sperone.

Si prosegue in discesa, picchiata sotto il sole che oggi non fa nessuno sconto, un dolce scendere, posizione aerodinamica con la mia ruota posteriore che ancora perfetta non è, ma ormai!!!
Passiamo diversi paesini fantasma e siamo in un batter d'occhio a Les Scaffareles, da qui comincia l'ascesa al Col de Toutes Aures. Diciamola tutta, non è per tirarcela perchè non siamo i tipi, ma dopo le salite percorse gli scorsi giorni questo è quasi un cavalcavia, infatti copriamo i 10 km abbondandi in più o meno un'oretta.

La discesa non è ripida e bisogna pedalare abbastanza, ma quando il Lac de Castillon compare il suo colore azzurro accesso è uno spettacolo per gli occhi!!!
Costeggiamo la costa di questo lago artificiale e attraversiamo la diga, beh, posso dire di non aver ancora del tutto vinto la paura del vuoto, chissà domani nel Verdon cosa combino!!!
Una bella discesa ci conduce fino a Castellane, un paese molto carino e pieno di viuzze e ristoranti. Pur essendo Ferragosto i negozi sono aperti e travestiti da pirati arrembiamo una boulangerie: pizza, focaccia e dolci sono il nostro mitico pranzo per quest'oggi, la panchina il nostro ristorante preferito.
La digestione oggi si fa prolungata, ripartiamo e la strada si fa più stretta, incominciano a vedersi le tipiche rocce scavate dall'acqua che saranno il paesaggio dei prossimi giorni, il fiume sempre più in basso, la strada contro la montagna e all'idea di un bagno rispondiamo tutti affermativamente. Per cui giù le bici e tutti con le gambe a mollo per una bella mezz'ora, poi ancora in sella per gli ultimi 13 km della tappa fino a Palud sur Verdon.
Ad ogni curva ci si dovrebbe fermare a scattare una foto, il paesaggio è davvero mozzafiato, rocce verticali che vanno giù verso il fiume, non oso immaginare domani lungo la Route des Cretes, chissà che spettacolo!!!

Con due salite di qualche chilometro completiamo l'avvicinamento alla meta, camping municipale Grand Canyon, in tre con tre tende paghiamo la bellezza di 17 euro, incredibile!!!
Qui a Palud sono accampati anche i cugini di Sofia, nella zona per arrampicare, il tempo di montare le nostre tende a fianco delle loro ed eccoli che arrivano, fuori le birre e si da il via ad un aperitivo che ci stava davvero troppo dentro. Dopo settimane senza birra la testa comincia subito a girare, ottimo, chissà stasera con la grigliata di carne allora!!!

Scatto in paese dopo la doccia alla ricerca di un wifi, ma anche qui per il terzo giorno di fila mi va male, nelle alpi erano decisamente più avanti!!!
Vabeh, non mi resta che tornare indietro e gustarmi una bella salsiccia e qualche altra prelibatezza preparata dai mitici arrampicatori. La serata come è giusto che sia si fa decisamente alcoolica, un rosato dietro l'altro, poi compare un rosso, poi ancora l'amaro from Ibiza (seccato in men che non si dica), mi alzo un attimo e gli effetti ci sono, vorrà dire che domani la sveglia sarà sicuramente più tardi!!!

Couillole e Valberg

Settima tappa del viaggio, quella originale doveva arrivare fino al Lac du Castillon, ma visto il meteo sempre perfetto dei giorni precedenti abbiamo giorni da vendere. Indi per cui decidiamo di accorciare la tappa e a dire la verità non so se quella prevista sarebbe stata fattibile, anzi, direi proprio che sarebbe stata una mazzata incredibile!!!
Lasciamo il campeggio verso le otto e mezza e la strada comincia subito a salire, sede stradale molto stretta e asfalto non ottimale, ma paesaggio anche oggi davvero bello. Completamente diverso da quello alpino dei giorni scorsi, non lo si può paragonare agli altri passi, qui siamo in mezzo ad una gola con le gallerie scavate nella roccia e vegetazione che ricorda già la macchia mediterranea, personalmente in alcuni tratti mi ha ricordato molto il Col de Sorba che ho fatto lo scorso anno in Corsica!!!

L'altitudine più bassa si fa sentire, le temperature sono molto alte e il caldo oggi è per certi momenti insopportabile, si beve e ci si bagna un sacco, ma per fortuna molti tratti sono all'ombra.
La salita non è affatto da sottovalutare, anche le pendenze sono notevoli in alcuni punti, ma questa mattina mi sento davvero bene e spingo sui pedali che è un piacere, il diesel viene fuori alla distanza, peccato però che gli hors categorie siano già tutti andati!!!
Dopo 11 km si arriva a Roubion, uno splendido paesello arrocato, devio per entrare nel borgo, ma Claudio e Sofia non avendomi visto tirano dritto, tutto un tratto si vedono arrivare il sottoscritto da dietro, ma non dovevi essere avanti?!
Malinteso a parte la salita prosegue, si abbandona la stretta valle che si scorge ancora più in basso e si scollina il Col de la Couillole a 1678 metri di altezza!!!

Non essendoci niente in cima optiamo per scendere verso Beuil per mangiare, come ogni volta non abbiamo fatto i conti con il fatto che oggi è domenica, ma per fortuna una epicerie (poco fornita a dire la verità) è ancora aperta. Pane, salame, formaggio e biscotti come dolce, mega abbuffata nella piazza della chiesa, una chiacchierata sfoggiando un francese che stupisce anche me stesso e poi back on the road verso il Col de Valberg.
Soltanto sei chilometri a pendenze sempre al di sotto del 6%, una passeggiata in teoria, ma non se si ha nello stomaco una tonnellata di roba!!!
In cima trovo un negozio che noleggia bici, chiedo se hanno una sella, per 5 euro mi vendono una sella che solo a vederla fa rabbrividire, vecchia, sporca e tutta sgualcita, vabeh, la prendo e in caso la mia non regga più la sostituirò.
Attraversiamo il superturistico paese e quando ormai siamo rassegnati al fatto che il cartello del passo non esista più eccolo che spunta dietro la curva!!!

Da qui fino a Guillames è tutta discesa, una picchiata vera e propria, vento caldo in faccia, curve e controcurve che sono una libidine, paesaggio che cambia ancora una volta, più brullo, a tratti arido, ma pur sempre affascinante, in particolar modo la strada che porta al campeggio.

Infatti il camping è fuori dal paese lungo una stradina che costeggia il fiume, il tipo è leggermente scorbutico, ma il campeggio non è male e una volta montate le tende non ci resta che scendere il sentiero per raggiungere il torrente. L'acqua è gelida, ma nessuno mi può impedire di fare il bagno, uno spettacolo, a mollo sotto al sole, che bella vita!!!
La cena è a base di quello che abbiamo, facciamo fuori una busta e poi salame e wurstel, tutto sommato niente male. Ora siamo in tenda, fuori è appena passato un piccolo temporale, domani ci attendono le Gorges du Daluis come antipasto e poi punteremo dritto verso il Palud-sur-Verdon dove i cugini di Sofia sono accampati per arrampicare nella zona!!!

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