Valtellina 2020

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Dopo le due settimane abbondanti in Liguria ecco che ad Agosto arrivano le ferie vere e proprie, tre settimane belle belle da spendere in Alta Valtellina, dove mio zio ha una baita in cui ci stiamo praticamente tutti.
Diciamo che la situazione pandemica non è che ci ha scombinato troppo i piani, con Ceci che ha solo tre mesi e mezzo avevamo già pensato di fare un po’ mare dai genitori di Maddi e un po’ di montagna con i miei.
Poi chiaro, lo smart work prolungato ci ha permesso di sfruttare al meglio il tutto e fare praticamente via più di un mese, i lati positivi (se vogliamo) di questo strano 2020.

Montagna, Valtellina, passi alpini, sentieri, trekking, conosco bene la zona per averci passato tutte le estati da zero a undici anni, ovviamente carico la bici in macchina e cercheremo di alternare qualche camminata con qualche giro in bici di mezza giornata e, qualche volta, di tutto il giorno.
Così, con una partita di Tetris estremo carico tutto nel bagagliaio, sul seggiolino ci piazziamo la Ceci che non vede l’ora di essere trasportata in modalità “koala” per i sentieri, Maddi prende posizione con giochi e sonagli e via che si parte!
Sul portabici, infine, carico sia la Fabrica in assetto da strada che la nuova Cube rosso fiammante.
Mi sento quasi Van der Poel che fa della multidisciplina la sua religione, poi non importa che ho usato solo la MTB tranne che per fare lo Stelvio, solo che Van der Poel non si ferma a Teglio a scofanarsi di pizzoccheri prima di andare in bici!

Appena arrivati decido subito di fare un giro rapidissimo verso la Cima Piazzi, partenza in discesa verso il fiume, ponticello, rampa sterrata al 25%, piede a terra e giù a spingere!
Non andavo in mountain bike da tipo dieci anni, forse devo ridimensionare i miei obiettivi ciclistici di questa vacanza!

Il giorno successivo mi prendo la mattina per uno dei giri classici, la salita della Val Pettini dai Laghi di Cancano, le Bocchette di Trelina e poi la splendida discesa per la Val Vezzola.
Che dire, in poco più di 30 km c’è di tutto, panorami, laghi, salite toste, canyon, singletrack, cosa vuoi di più?

Il meteo rimane perfetto, è quindi giunto il momento di infilare Ceci nel marsupio e di conquistare il Rifugio Dosdè in modalità spedizione al completo.
Una bella camminata sul lato sinistro della Val Viola, molto meno gettonato rispetto alla classica strada che porta al Rifugio Viola e all’omonimo passo. Si passeggia tra baite e pascoli al cospetto del Corno di Dosdè, poi la prima gita in montagna insieme a Ceci non può che essere speciale!

Replichiamo il trekking due giorni dopo in Val Zebrù, stavolta non al completo, ma in compagnia di Silvia.
L’obiettivo di raggiungere la Baita del Pastore, punto di partenza per la parte finale del sentiero che porta al Rifugio Quinto Alpini, era ambizioso, e difatti fallisce miseramente, ma oggettivamente, chissenefrega!

Una settimana è praticamente già volata via, la gamba sembra esserci e decido di prendermi la giornata per un giro in compagnia di qualche amico, io con la mountain bike, loro con l’e-bike!
Salita alle Torri di Fraele, giro parziale dei Laghi di Cancano e svolta a destra per il Passo Alpisella, salita già affrontata in gravel un paio di anni fa, sempre bella!

La ripida discesa verso Livigno mette a dura prova i freni e in riva al lago abbandono i soci elettrizzati che si fermano a mangiare, io proseguo e prendo una sterrata che ben presto si trasforma in un muro verticale. In direzione contraria vedo arrivare dei bikers in tenuta da downhill. Capisco in fretta di essere sulla pista da sci del Mottolino, bene ma non benissimo!
Arrivo in cima al Passo d’Eira veramente sfatto e la tentazione di chiudere l’anello su asfalto è parecchia, però no, voglio farmi del male, discesa e poi Passo Trela, che da questo lato è una vera e propria purga.
Il bello però è che arrivato in cima al passo e poi all’Alpe Trela non avevo considerato di dover risalire di nuovo, stavolta non alle Bocchette di Trelina, ma alla Bocchetta di Trela. La scelta non si rivela saggia perchè praticamente il sentiero non c’è. Mi fermo innumerevoli volte, ovviamente ad ammirare il panorama, mica per riposare, ma alla fine in cima ci arrivo e poi è davvero tutta discesa fino a casa. Oggi davvero un giro atomico!

I giorni successivi bisogna recuperare e con tutta la family ci spariamo una passeggiata ai Laghi di Cancano in compagnia dei genitori di Maddi che sono saliti in montagna per questi giorni e poi una toccata e fuga, con foratura, allo Stelvio per il pellegrinaggio annuale.
Con mio fratello, mio cugino e il ragazzo di mia cugina invece non ci facciamo mancare una salita alle Torri di Fraele con rientro sotto il temporale, divertentissimo!

Dopo la classica grigliata di Ferragosto optiamo per un giro a piedi sul sentiero della Reit sopra Bormio e un’altra gita in Val Mora fino al Ponte del Gallo.
Ceci ormai ha sviluppato un amore incondizionato verso il marsupio, va dentro, chiude gli occhi e si risveglia circondata da un panorama totalmente diverso, dev’essere figa sta cosa, sarebbe da provare!

Mancano pochi giorni e ho un altro giro nel mirino! Si parte sempre da casa, raggiungo i Laghi di Cancano, che sono praticamente il centro nevralgico di quasi tutti i giri della zona, e prendo la strada per la Valle Forcola.
Non ci sono mai stato, in fretta la strada comincia a salire decisa, siamo in una valle parallela a quella del Braulio dove passa la strada dello Stelvio, alla mia destra il Monte Pedenolo, vero protagonista di questo giro.

La salita verso la Bocchetta di Forcola presenta dei tratti da suicidio, scendere e spingere, attività frequente oggi!
Si arriva con fatica alla vecchia caserma della guerra e poco più avanti alla Bocchetta. Il panorama si apre verso lo Stelvio e il Piz Umbrail con il passo verso la Svizzera proprio sotto.

L’idea iniziale era quella di proseguire verso l’Umbrail Pass e salire al Rifugio Garibaldi, provando poi l’emozione di raggiungere lo Stelvio dall’alto, mica una roba da tutti!
Sono tentato, ma sono anche davvero distrutto e con le gambe vuote, la cosa più intelligente è girare la bici e raggiungere di nuovo la caserma e prendere la svolta verso la Bocchetta di Pedenolo.

E qui comincia forse il tratto più bello e divertente del giro, superato il passo comincia una discesa su sentiero erboso, panorama verso la Cima Piazzi in lontananza da paura e poi discesa su singletrack roccioso con una lunga serie di tornanti stretti esposti a cui fare particolare attenzione e rientro classico via Decauville.
Che dire, giro ancora più bomba quello di oggi!

Ultimi giorni poi alla ricerca di relax con un pranzo super alla Baita Caricc e un giretto rapido al Passo Viola e poi è tempo ormai di tornare a casa!

Ovviamente è stata una vacanza diversa da tutte le altre, ma d’altra parte con Ceci così piccola e un’estate così particolare direic che siamo stati fortunati a poterla scorrazzare nel marsupio.
Maddi ha sicuramente avuto qualche giornata noiosa, io un po’ meno con i miei giri in mountain bike, ma questo è soltanto l’inizio e sicuramente dall’anno prossimo ci si potrà divertire di più tutti insieme!

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