Val Curone & Val Staffora

Val Curone & Val Staffora

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Uno scambio rapido su Whatsapp in un caldo pomeriggio di lavoro e pronti via dall’idea iniziale di un’escursione in giornata salta fuori una stupenda due giorni sull’Appennino al confine tra Lombardia, Piemonte ed Emilia seguendo l’itinerario che l’amico e cicloviaggiatore Corrado aveva percorso e recensito sul suo blog.

Rivanazzano – Pian dell’Arma / Val Curone


Partiamo dalla piazza principale di Rivanazzano dove lasciamo la macchina, sappiamo che sarà una giornata lunga e dura e la temperatura di oltre 30°C di certo la renderà ancora più tosta!
I primi 10 km sono abbastanza tranquilli, ma ecco il primo strappo, poco più di un chilometro con pendenze assassine, un bell’antipasto della giornata che ci attende, ma anche un bel modo di godere di questo piccolo angolo d’Italia sconosciuto ai più!
Dopo la breve discesa affrontiamo la salita verso Serra del Monte, la traccia studiata sulla mappa e caricata sul GPS indica uno sterrato che in alcuni tratti è troppo ghiaioso e non permette alle nostre ruote da 32 mm di farci stare in piedi, bisogno spingere fino all’incrocio con l’asfalto e poi proseguire fino al borgo fantasma da cui su una strada strettissima e in mezzo agli alberi parte la rampa finale al 15%. Le gambe cominciano a scricchiolare e siamo solo al mattino, lo stomaco ancora prima delle 12:00 comincia a dare segnali di cedimento, fortuna che a San Sebastiano Curone c’è un po’ di vita visto che c’è un rally che partirà da lì a breve.
Pausa pranzo sulla panchina e gelato abbondante, pronti subito a ripartire. Da qui alla metà sarà un continuo salire alternato a brevi tratti di discesa con l’ultimo pezzo su sterrato sconnesso che sappiamo già essere davvero duro e forse poco pedalabile!
Ci armiamo di pazienza e senza alcuna fretta cominciamo la salita verso Montacuto, zero macchine, zero persone, strade come piacciono a noi, un vero paradiso per pedalare. Breve discesa sterrata e altra salita verso Giarolo, già questo paese offre almeno un bar aperto, tavolino e coca-cola ghiacciata (qui hanno ancora le lattine vecchie) prima dell’ultimo tratto di riposo fino a Morigliassi da cui comincia la salita finale.
Il primo tratto è su asfalto con pendenze pedalabili, ma una volta raggiunto il paese di Bruggi la strada si impenna, l’asfalto diventa più sconnesso finchè non si trasforma in sterrato, prima pedalabile e poi pieno di sassi che non permettono alle ruote di mantenere aderenza, non c’è altro da fare, bisogna spingere e stavolta per lunghi tratti!

Lo sapevamo che probabilmente sarebbe finita così, fa parte del gioco e con calma raggiungiamo la vetta incrociando l’itinerario della Via del Sale.
Siamo quasi a destinazione, ci manca la breve discesa su sterrato per imboccare l’asfalto che risale fino a Pian dell’Arma, una casa di riposo, due case e l’alberghetto che sarà la nostra casa per la notte! Il posto è più un rifugio che un albergo, cena abbondante e poi camera a far riposare le gambe, mentre fuori si scatena un temporale d’altri tempi!

Pian dell’Arma – Rivanazzano / Val Staffora


Sveglia presto, colazione e poi pronti via siamo in sella e rispetto a ieri la temperatura è nettamente più bassa e ai 1450 metri di Pian dell’Arma c’è la nebbia!
L’inizio della tappa odierna è quello che tutti desiderano, discesa per quasi 20 km che però la nebbia fitta non ci permette di godere totalmente.
Una volta giunti nel fondovalle risaliamo la collina fino a Castellaro su alcune strade tra i vigneti, il sole oggi non ne vuole sapere di uscire e l’asfalto resta umido e complice la tipica ghiaietta di queste strade in discesa è sempre bene stare attenti, ma purtroppo la sfiga ci vede sempre benissimo e nonostante tutte la velocità limitata la ruota anteriore di Albe decide di perdere aderenza su un tornante, la caduta è inevitabile e la botta pure!
Un colpo sui denti e varie escoriazioni su ginocchia e gomiti sono il risultato di questa brutta avventura, fortuna che a Varzi la farmacia è aperta e disinfettiamo in fretta le ferite!
Complice anche questo episodio cerchiamo di velocizzare un po’ i tempi, guadiamo il fiume e per delle bellissime strade secondarie e sterrate risaliamo fino a Serra del Monte andando ad incrociare la strada del giorno prima in senso opposto e finalmente il sole decide di farsi vedere e il caldo torrido a farsi sentire!

Okay…let's do it! Short but funny #river #passing #valstaffora #onehundredblack #bike #ride

A photo posted by Giovanni Pirotta (@brokenp87) on

Discesa con pausa refrigerante in quel di Cecima e poi un dolce falsopiano in mezzo alle campagne fino a Salice Terme e poi Rivanazzano.
Sono soltanto le 14:30 e siamo pronti a tornare a casa, caduta a parte è stato un gran bel weekend in un posto non troppo lontano da casa che offre scenari diversi dal solito, sicuramente da rifare magari con qualche aggiustamento al percorso!

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