Trebbia + Nure + Aveto

Trebbia + Nure + Aveto

pubblicato in: Minitrips, Stories | 0

Dalle Alpi siamo passati agli Appennini, dall’accoppiata Julierpass e Albulapass siamo passati alla Sella dei Generali e al Passo Crociglia! Le due cose non hanno nulla in comune, ma il meteo un po’ ballerino che si presentava in terra rosso crociata ci ha suggerito di stare in patria e andare alla scoperta della Val Trebbia, della Val Nure e della Val d’Aveto.
Il weekend ha il duplice scopo di allenamento in previsione dell’imminente partenza per la Scozia e di test della Kona Sutra di Maddi con le borse, un ultimo check prima di imballare le bici e partire alla volta delle Highlands!

Partiamo da Bobbio in compagnia di Paolo che farà con noi il primo pezzo di salita. Si sale subito e presto ci lasciamo alle spalle il Ponte Gobbo con destinazione i 1218 metri della Sella dei Generali.
Le pendenze crescono proporzionalmente ai chilometri di salita percorsi, pausa rinfrescante a Coli e si ritorna a salire con il caldo che sale direttamente dall’asfalto e il sudore che si insinua in ogni punto del corpo.
Dopo il villaggio di Agnelli si gira a sinistra e si prende la strada per la Sella, mi ricordavo questo tratto, sicuramente quello più duro, ma anche il più bello per aprirsi quasi a 360 gradi sui monti della zona.

Una volta in cima bisogna scendere verso l’Angelone del Passo Santa Barbara e poi prendere la sconnessa discesa verso Pradovera: acqua, pausa e poi via che c’è ancora da faticare! Qui non tutte le salite hanno un nome, però sono tutte fottutamente ripide, si nascondono e noi scemi ad andarle a cercare. Arriviamo così nel paesino di Mareto dove tutta la gente si sta preparando alla grande serata di festa nei campi, dopodichè si sale ancora per tre chilometri, stavolta verso il Monte Albareto, la nostra ultima fatica!

Durante la discesa attraversiamo il borgo di Solaro e assistiamo ai preparativi per la serata danzante con Franco & Cesare, due dei maggiori artisti della zona, ormai conosciuti anche da noi per via dei fantastici manifesti a bordo strada! Sembra esserci una concorrenza spietata in queste valli, nel giro di due settimane e nel raggio di pochi chilometri suonano tutti qui. Oltre a Franco & Cesare con la loro giacca bianca si può optare per il cabaret di Yuri & Michele oppure per le fisarmoniche dei mitici Luca Parpaiola e Marco con i suoi amici del liscio, senza dimenticare l’indiscusso Re dell’Appennino, il veterano Kalle!

Tra una pedalata e una surfata sulle balle di fieno eccoci finalmente a Ferriere, una doccia calda nell’appartamento trovato su Airbnb, un po’ di relax e poi torniamo in paese per cenare.

Cycling and surfing at the same time!

A post shared by Giovanni Pirotta (@brokenp87) on

Il paese è vivissimo, si parte con un gin tonic e si prosegue con salumi e tortelli per una cena davvero niente male!
Ci svegliamo il secondo giorno e le gambe non sono proprio freschissime, facciamo le borse con calma e dopo una colazione veloce a Ferriere cominciamo a pedalare verso Selva.

Subito in salita anche oggi, pendenze dolci è vero, ma le gambe non girano per niente e il caldo asfissiante che ci accompagna per i primi 13 chilometri di certo non aiuta.
Giunti a Selva svoltiamo a destra verso il Monte Crociglia, la strada si fa più stretta e più ripida, ma il paesaggio è decisamente più interessante. Fino in cima non c’è un attimo di respiro, asfalto costantemente in doppia cifra, pit-stop al Rifugio Gaep per riempire le borracce e poi rush finale fino in cima.

Sembra che su queste strade non vadano di moda i cartelli in cima ai passi, credo che sia un vero peccato! Le foto di rito in cima alle salite in un’era social-dipendente come questa non potrebbero che fare bene al turismo ciclistico, un tipo di turismo che una zona come questa secondo me dovrebbe accogliere a braccia aperte!
La discesa verso Torrio e la strada della Val d’Aveto è molto tecnica e impegnativa, il fondo è sporco, ombre e luci si alternano ingannando la vista e ogni curva va affrontata con attenzione. Una volta però arrivati sulla SP586 cambia tutto, siamo nell’alta Val d’Aveto, il fiume ha scavato una gola, le curve sono larghe, l’asfalto perfetto, tutta in leggera discesa e abbiamo pure il vento a favore!

Riding through a ghost town on our way back!

A post shared by Giovanni Pirotta (@brokenp87) on

Scendiamo gradualmente verso il fiume e ci fermiamo alla Trattoria Ruffinati, un posto alla buona dove sembra di tornare indietro qualche decennio e dove è evidente come sia tutto buonissimo. Dopo qualche momento di indecisione optiamo per un antipasto di salumi misti, tagliatelle ai funghi per Maddi e tortelli al ragù per me, sarà sicuramente dura pedalare oggi pomeriggio, ma non potevamo lasciarci sfuggire questo pranzo.

Enjoying the descent with the help of the hottest tailwind we've ever met!

A post shared by Giovanni Pirotta (@brokenp87) on

Si torna in sella sotto il sole cocente, il termometro dice 38°C, il vento è bollente e invidiamo un po’ quelli al fiume a fare il bagno. Vorremmo fermarci anche noi, era in programma, ma a casa ci attende una grigliata con gli amici e decidiamo di proseguire diretti fino a Bobbio per arrivare in tempo e chiudere uno splendido weekend in compagnia tra una birra e una costina!

Lascia una risposta