Siena 2016

Siena 2016

pubblicato in: Minitrips, Stories | 0

Quattro giorni a disposizione e tanta voglia di scappare dal meteo balordo che per tutto l’inizio di Giugno c’è stato a ridosso delle Alpi.
Il programma iniziale prevedeva di fare base ad Asiago e percorrere tutte quelle strade militari della prima guerra mondiale che attraversano l’altopiano, peccato che il meteo non accennava a cambiare e di prendere l’acqua non ne avevamo la minima voglia.
Ecco che quindi scatta il piano di riserva, si va in Toscana, campeggio Colleverde di Siena, una città stupenda che non riesce proprio a stancarmi, sarà che si mangia troppo bene, sarà il paesaggio, non lo so, ma Siena è sempre Siena!

Siena – Radi – Siena

Partiamo di giovedi mattina e dopo una merenda, anche se sarebbe meglio dire colazione, a base di coppa, finocchiona e pecorino in quel di Monteriggioni, arriviamo al campeggio a metà mattina.
Dobbiamo montare la tenda nuova, la mitica Nallo 3 GT della Hilleberg che abbiamo comprato usata durante l’inverno e che non vede l’ora di uscire dalla sacca! Contrariamente alle aspettative il montaggio è velocissimo, mangiamo qualcosa al volo, ci cambiamo e siamo pronti a partire per il primo giro in bicicletta.
Fa un caldo pazzesco e il cielo è di un colore grigiastro, certo che anche noi è che siamo stati furbissimi a partire a mezzogiorno. Tanto per non farci mancare niente, in uno dei primi tratti di sterrato la mia gomma posteriore decide di andare a terra (la prima foratura in più di due anni!), tempo zero e anche quella davanti comincia ad emettere un sibilo sinistro, cazzo! Quando si dice che la sfiga ci vede bene, foratura simultanea front + back, roba che non capita mica tutti i giorni.

Insomma, una mezz’oretta abbondante sotto il sole cocente per cambiare camera d’aria e siamo pronti a ripartire, direzione Monteroni d’Arbia.
Tre ciclisti arrivano da dietro, mi volto e vedo la maglia “La Datcha” del Team Tinkoff, il mitico Daniele Bennati in allenamento, lo saluto come se lo conoscessi, ma non ci provo nemmeno a provare a stargli dietro!
Gelato volante in un bar sfigatissimo e ripartiamo con un bel su e giù fino a Radi dove imbocchiamo al contrario il percorso de L’Eroica fino alle porte di Siena. Il caldo si fa sentire, manca solo l’ultima salita verso la città, gli scorci su Siena da questo lato sono fantastici e l’arrivo al Duomo e poi in Piazza del Campo non sono da meno!

We should have gone to the mountains, but it seems that we got lost!

A photo posted by Giovanni Pirotta (@brokenp87) on

Come primo giro non ci possiamo lamentare, ora dobbiamo bere litri e litri di acqua, un po’ per reintegrare i liquidi a causa del caldo, un po’ per saziare la sete dopo i pici all’aglione che ci siamo mangiati!

GraVal d’Orcia

A parte il pessimo gioco di parole nel titolo del giro, oggi si ad esplorare la zona della Val d’Orcia, già visitata in macchina qualche anno fa, ma mai pedalata.
Lasciamo l’auto a San Quirico d’Orcia, da lì subito strada bianca verso il vecchio borgo di Vignoni e la piazza con la piscina termale di Bagno Vignoni, come inizio non c’è male!

Today is GraVal d'Orcia day!

A photo posted by Giovanni Pirotta (@brokenp87) on

Peccato che prima di ripartire la mia ruota anteriore cede nuovamente. Partono definitivamente le bestemmie, ma la colpa è solo mia che sono anni che non cambio i copertoni e adesso sono praticamente lisci e con la spalla sfilacciata.
Insomma, rapido pit-stop e si riparte sempre su sterrato verso Pienza, che però lasciamo sulla sinistra, ci torneremo nel pomeriggio ad ammirare questo piccolo paesello, adesso vogliamo addentrarci nelle colline in direzione di Montepulciano.
In teoria avevamo previsto di mangiare lì, ma vuoi il caldo, vuoi il tempo perso per riparare la gomma, vuoi che abbiamo fame, decidiamo di fare pausa a Montichiello e lasciare per un’altra volta la salita fino al centro di Montepulciano.
Sempre sotto il sole cocente affrontiamo le ripide pendenze di queste colline, oggi è dura per davvero e Maddi confessa che preferirebbe fare lo Stelvio o comunque una salita sola anche con maggiore dislivello totale, che continuare a salire e scendere come stiamo facendo. Non posso darle torto, il su è giù ti ammazza, ecco perchè ci meritiamo un po’ di riposo sulle mura di Pienza!

Un gelato in mano, la vista sul Monte Amiata, il commento proveniente dalle televisioni della partita contro la Svezia, l’urlo al gol di Eder, è tutto stupendo, e nonostante la fatica possiamo dire che la Toscana è davvero una figata!

Eroica Strade Bianche

Ultimo giro di questo miniviaggio, forse il giro più classico dei tre visto che rimaniamo quasi sempre sul percorso de L’Eroica, ma anche il più bello!
Sveglia prestissimo perchè il treno per Buonconvento parte alle 08:09, siamo in perfetto orario, salgo in sella e scopro che la ruota anteriore e nuovamente a terra! Ma che cazzo, non c’è tempo per riparare la camera d’aria, la cambio utilizzando l’ultima camera di scorta, montaggio e gonfiaggio in tempo da record e pronti via verso la stazione.
In poco più di mezz’ora siamo a Buonconvento, piccolo e grazioso paesino medievale, colazione nella via principale e siamo pronti a partire. Oggi ci aspetta un giro bello tosto nello splendido scenario delle crete senesi, un vero spettacolo per gli occhi e pure per la bicicletta, perchè pedalare su queste strade è incredibile.
Abbandonata dopo pochi chilometri l’asfalto puntiamo verso le colline, le brevi salite e le successive discese oggi non si contano, non ci sarà un metro di pianura e per di più la parte più dura del giro è tutta nella seconda metà!
La strada bianca verso Asciano scorre tra i cipressi e alterna tratti tranquilli a tratti ripidi, ma il tratto forse più impegnativo è l’ultima discesa a causa del fondo reso sconnesso dalle recenti piogge.
Arriviamo ad Asciano prima di mezzogiorno, non abbiamo molta fame a dire la verità, ma non troveremmo niente per i successivi venti chilometri, per cui optiamo per fermarci a mangiare un panino con tonno e zucchine grigliate.
Ripartiamo con il sole a picco, ma non avrebbe avuto molto senso stare fermi troppo, ce ne faremo una ragione, dobbiamo affrontare gli strappi durissimi verso Monte Sante Marie nelle ore più calde della giornata!
Questo tratto di strada bianca è uno dei più famosi della zona, è il tratto dove ormai da anni nasce l’azione decisiva della Strade Bianche dei professionisti, undici chilsiometri abbondanti di strada sterrata spettacolare, circondati dalle colline e da un paesaggio da cartolina!
Quando si ritorna sull’asfalto le difficoltà non sono finite, bisogna salire di nuovo verso Castelnuovo Berardenga e poi per tornare al campeggio dobbiamo superare non una, bensì tre colline e quindi altrettante salite, nella regione dove i tornanti non esistono, questo si traduce in tre muri sopra il 10% di pendenza, spettacolo!
Maddi non è così felice, ma nonostante i chilometri nelle gambe rispetto all’anno scorso siano decisamente inferiori non ha mai mollato un secondo, sempre in sella anche dove le pendenze si facevano proibitive, anche oggi è stata super e oggi era un giro hors categoriè perchè 1200 metri di dislivello in questa maniera se non valgono doppio poco ci manca!

Arriviamo in campeggio giusto in tempo per l’happy hour, due spritz a testa per festeggiare questa fantastica tre giorni in bicicletta, ce ne starebbe anche un terzo, ma la vista è già annebbiata con due, per cui forse è meglio evitare!

Lascia una risposta

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.