Piani dell’Avaro

Piani dell’Avaro

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Una giornata pazza, perchè a Gennaio a 1600 metri non ci possono essere 17°C, ma vi giuro che la temperatura oggi era proprio quella!
Non pensavo, ma devo ricredermi sul fascino delle Orobie soprattutto nella stagione invernale. La salita per i Piani dell’Avaro è tosta, le sue pendenze sono dure, non c’è molto respiro e alla fine il chilometraggio non è per nulla banale, è una salita vera!

La bellezza della strada con i suoi tornanti a sbalzo nel vuoto, le cime innevate (poco) in lontananza, il tepore del sole invernale e l’aria frizzantina che tira in cima sono i protagonisti della prima parte della giornata. Per pranzo ci fermiamo al rifugio, tagliere di formaggi e un bel piatto di pasta al ragù, la ricarica giusta per il pomeriggio, perchè non sarà una passeggiata!
Dopo essere scesi qualche chilometro, pieghiamo verso destra lungo la sterrata che inizialmente rimane pianeggiante in costa alla montagna, poi tutto d’un tratto si impenna, il fondo diventa di cemento con tanto di pietre per aumentare il grip, che quando sei in macchina e c’è il ghiaggio le benedici, quando sei in bici le odi con tutto il cuore!
Fortunamente quel tratto finisce in fretta, ma la salita prosegue, ora con pendenze più accentuate, ora più dolci, sempre in mezzo al bosco, in un paesaggio fiabesco e in un silenzio che permette di sentire ogni singolo sassolino che si muove sotto le nostre ruote.
Dopo circa 8 chilometri arriviamo al Pizzo del Rocco, non ci sono cartelli, ma questo posto pare chiamarsi così, per cui non fidatevi più di tanto, a noi piace un sacco lo stesso perchè da qui alla fine sarà discesa.

10th January 2015: on a gravel road at 1400m with 16°C! This is not normal, but I like it, like it, yes I do!

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Peccato però che il fondo in cemento è costellato da canali di scolo ogni cinque metri, e on è un modo di dire, c’è davvero un canale di scolo ogni cinque metri! La conseguenza è un idromassaggio a tutto il corpo, le leve dei freni praticamente sempre tirate e un mal di mani tremendo, alla vista dell’asfalto si tira un profondo respiro di sollievo.
Da Valtorta fino a Olmo al Brembo si va giù che è un piacere, il sole ormai non illumina più la valle, la temperatura crolla, posizione aerodinamica che tanto la strada è deserta e via, la perfetta chiusura di un gran bel giro in montagna d’inverno!

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