Martesana Van Vlaanderen 2018

Martesana Van Vlaanderen 2018

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Siamo arrivati a tre, tre edizioni del Martesana Van Vlaanderen, terza edizione de Il Trittico, numeri che nel nostro piccolo sono enormi!
Chi l’avrebbe mai detto due anni fa che ci saremmo nuovamente ritrovati a Inzago in una fredda mattina di primavera per affrontare questi mitici muri?
L’entusiasmo che è cresciuto intorno al Trittico lo abbiamo misurato bene a Febbraio durante la presentazione da Upcycle, un centinaio di persone, amici di sempre e sconosciuti, volti nuovi e vecchi, un mix esplosivo che ci ha dato una carica enorme.
La data scelta per il Martesana Van Vlaanderen è sempre il Sabato precedente al Giro delle Fiandre, quest’anno cade nel weekend di Pasqua, sarà un bene o un male?

Come tutti gli inverni fervono i preparativi, traccia il percorso, cerca qualche novità da inserire, qualche grafica, cappellino nuovo e la MVV Jersey con la sua invasione di triangoli ci ha tenuti impegnati non poco, poi manca il tempo, a volte non hai sbattimento e come sempre ci si riduce all’ultimo a fare le cose.
Per di più ci si mette il maltempo, i lavori sul percorso, la frana nel tratto tra Paderno e Imbersago. Per il terzo anno di fila qualche giorno prima dell’evento mi tocca cambiare traccia!
Comincio davvero a pensare che dietro ci sia un’operazione di boicottaggio, ma noi resistiamo a tutto, non sarà una sbarra a fermarci.
A inizio Marzo aprono le iscrizioni, numero chiuso, massimo 600 partecipanti. Questa del numero chiuso è una scelta difficile, onestamente non ci piace, ma per mantenere il Martesana così com’è senza snaturarne lo spirito è una scelta obbligata, di più diventa complicata da gestire.
Così a inizio Marzo iscrizioni aperte. Boom, boom, boom, delirio, in meno di 30 ore arriviamo a 600!
Passano i giorni e la tensione sale, le previsioni meteo non sono esattamente le migliori, ma nonostante tutto ciò Sabato mattina alla partenza siamo in 450.

Colazione, caffè e brioche, stop al banchetto per firmare lo scarico di responsabilità e in cambio ecco gli adesivi, la spilletta e il Garibaldi con l’elenco di tutti i muri da affrontare.

Foto: Fulvio Silvestri

Finalmente si parte ed è sempre un’emozione! Sono le strade che faccio sempre, ma oggi tutto è diverso, tutto è più bello.
Quest’anno ho pure un bolide nuovo di pacca, è il primo Martesana con la Fabrica uscita dalle preziose mani di Paolo e Francesco. In pochissime parole, una bomba pronta ad esplodere su tutti i muri del percorso!
Come l’anno scorso si comincia con il Nahetwerkmuur, tratto sterrato in riva al Naviglio e poi il Vavarmuur. Facili queste prime salite, giusto un assaggio per testare la gamba.

Foto: Fulvio Silvestri

Un asfalto sconnesso, come tradizione impone, ci porta a Brembate e poi a Crespi, qui saltiamo il Capriatmuur (ma tornerà, non preoccupatevi) e attraversiamo la passerella per imboccare il Koncesmuur.
Un anello intorno alla Centrale Taccani ci conduce quindi al primo pezzo forte di giornata, quel muro maledetto che risponde al nome di Harspelbochtmuur. Il muro dei tre tornanti sotto le mura del Castello di Trezzo era chiuso nelle edizioni precedenti, non è difficile, ma valli a trovare tre tornanti nel giro di 300 metri in piena pianura!

Foto: Fulvio Silvestri

C’è selezione, ma nel tratto in riva all’Adda si rientra facile, c’è un po’ di fango e chi è venuto in mountain bike o gravel è sicuramente avvantaggiato. Ecco però arrivare il primo muro da cinque birrette di difficoltà, fondo in cemento per l’Hemelmuur, pendenze in doppia cifra, ormai la gente lo conosce, ma fa sempre male.

Foto: Il Culto del Gregario

Rimaniamo alti su delle strade di campagna, drittone sterrato sopra la Centrale Esterle e tra poco tocca al Bertinicentraalmuur.
Col tempo questo è diventato il mio muro, un minuto o poco più di apnea, ciottoli disposti a casaccio, se non lo conosci lo odi, se lo conosci, direi che lo odi uguale!
Il muro della Centrale Bertini è bastardo dentro, ma in cima c’è il ristoro, c’è la musica, c’è pane e marmellata e ci sono i miei amici che non smetterò mai di ringraziare.

Foto: Il Culto del Gregario

Si risale in paese percorrendo l’Addaportmuur e ci si avvicina al Padernmuur, sarà sicuramente viscido e ci sarà da divertirsi.
Parte secco, ciottoli in faccia, non molla, fondo umido, ruote che slittano, gente che è costretta a mettere il piede a terra, gente che ancora non sa cosa li aspetta dopo.
Ebbene si, quest’anno dopo il Padernmuur e l’Addaveerbootmmur (purtroppo asfaltato nel corso dell’inverno) si prosegue facendo un panoramico giro del Lago di Sartirana. Per farlo bisogna però raggiungere la cima della Madonna del Bosco (per l’occasione Madonvanhoutberg) e poi il paese di Calco Superiore percorrendo l’Hogerkalkberg.

Foto: Graziano Fumagalli

Per tornare indietro bisogna scendere di nuovo e risalire per una stradina in mezzo al bosco, nascosta, quasi invisibile se non si ha la traccia.
Si tratta del Gruganmuur, il nuovo muro ciottoli entrato quest’anno nel percorso. Fondo sconnesso, sempre viscido anche in piena estate, qualche buca qua e là e rattoppi di cemento grezzo irregolari. Il Gruganmuur ha fatto vittime a ripetizione, salendo sembra di assistere a una lenta processione di ciclisti con la bici a spinta.

La cosa bella è che la sconfitta viene presa col sorriso, sicuramente mi sono preso qualche insulto, ma fa parte del gioco. In tanti avete un conto aperto con il Gruganmuur, prima o poi vi rifarete!
Dopo questo massacro bisogna cominciare la via del ritorno, prima l’Ademtochtberg su asfalto e poi nuovamente i ciottoli della Centrale Bertini per un secondo giro al ristoro, stavolta però con pane e salame.

Foto: Fulvio Silvestri

Diciamo che se c’è una cosa che al Martesana Van Vlaanderen è impossibile avere, questa è la crisi di fame! Il salame si vendica però in maniera decisa qualche chilometro più avanti al secondo passaggio sull’Hemelmuur o sul breve, ma intenso, Tresskastelmuur.

Foto: Graziano Fumagalli

Siamo quasi all’arrivo, manca soltanto il classico passaggio sul muro di erba e ciottoli di Concesa, quattro birrette di difficoltà, ma in molti dicono che ne vale cinque, come dargli torto!
Dopo questo tocca riprendere la via del ritorno lungo il Naviglio, passaggio da Fara e l’innocuo Grupelmuur prima della volata finale.

Foto: Fulvio Silvestri

All’arrivo il contachilometri segna 1100 metri di dislivello e 103 chilometri, è stata nettamente l’edizione più dura di sempre!
Inizia la festa, inizia il momento che alla fine tutti aspettano dalla mattina, pasta a volontà e birra a fiumi, risate e racconti, la vera essenza del Martesana Van Vlaanderen, la vera essenza del Trittico!

Foto: Fulvio Silvestri

Come ogni anno in questo articolo voglio ringraziare tutti, ma proprio tutti quelli che hanno reso possibile il Martesana Van Vlaanderen così come l’avete vissuto.
Ai miei amici del mitico Staff MVV devo tutto e non so mai come ringraziarli a dovere, senza di loro tutto ciò non sarebbe possibile e mi ritengo davvero fortunato ad avere amici così! Per me il Martesana dura un po’ tutto l’anno, per loro soltanto un giorno, ma il giorno più importante, quello dell’evento dove io pedalo e mi diverto, vi lovvo un casino e vedervi divertiti è bellissimo.
Cominciamo, occhio che la lista è lunga!
Grazie a Gian, Ali, Marti, Ari, Ricky, Giulia, Fede e Nico per tutti gli sbattimenti alla partenza, al ristoro e al pasta party, qualcuno pare dovesse partire per il weekend e ha ritardato la partenza per essere presente, siete il top!
Non ci saranno stati quel giorno, ma anche solo perchè mi hanno chiesto com’è andata, grazie a Tia, Fra, Linda, Dome, Fabri, Noe e Ste che l’anno prossimo tornerà con la sua macchina fotografica!
Grazie a Fulvio Silvestri per il sempre splendido servizio fotografico (mi raccomando citate quando condividete le foto, se lo merita) e grazie a Valentina che si è buttata a bomba in questo strano mondo del Martesana.
Grazie ad Anto e Andre, amici da una vita e team indissolubile a supporto di Fulvio, sempre pronti a spingere ciclisti in difficoltà e a dare indicazioni rigorosamente sbagliate ai partecipanti!
Grazie a Teo e Federica che anche se erano nelle Filippine a sorseggiare cocktail in spiaggia so che avrebbero voluto esserci, l’anno prossimo però vedete di stare a casa, non per altro, ma il camion è comodo!
Grazie a mio fratello Luca, mio cugino Marco e mia cugina Chiara perché prima mi pigliano per il culo tutto l’anno poi sono in prima linea. Stronzi, ma bravi!
Sempre in tema di cugini, grazie a Stefano e Mattia aka Bonora Brothers per il dipinto del Leone delle Fiandre, sfondo di tante fotografie e selfie, l’anno prossimo ho già in mente un po’ di cose, nel frattempo seguiteli sui social perchè spaccano!

Grazie ad Andre, Ricky, Patrizio e Nella, proprietari del mitico Rian Restaurant Cafè e ormai fedelissimi compagni di avventura, sempre disponibili e aperti a tutte le mie fisse e richieste, senza di voi il Pasta Party ce lo sogneremmo. Grazie ai cuochi Fabrizio e Mauro e grazie a Francesca, Anna e Mary che hanno passato un doppio turno di fuoco al lavoro per colpa mia, non so come, ma in qualche modo mi farò perdonare!
Oltre a Fulvio c’erano sul percorso anche Graziano e Christian aka Il Culto del Gregario, grazie per gli splendidi scatti usciti dalle vostre macchine, siete stati super!
Grazie a Roberta e Christian per la disponibilità delle colazioni alla Gelateria Pirotta, anche loro ormai appuntamento fisso alla partenza e per qualcuno anche appuntamento goloso dopo la birra.
Come sempre, e mi pare il minimo, grazie ai miei genitori Massimo e Daniela che ormai hanno perso le speranze con me e con il mio disagio ciclistico, ma soprattutto grazie perchè non hanno avvisato le forze dell’ordine quando da bambino facevo venti chilometri intorno alle case a schiera dove abitavo. Purtroppo al tempo Strava non c’era, ma vi assicuro che non sto scherzando, preoccupante!
Per i premi della lotteria finale voglio ringraziare Eloise e Francesco di Tornanti.cc, innanzitutto per la splendida stampa e poi anche per l’opportunità di seguire la Sanremo con loro sulla macchina della stampa, un’esperienza divertentissima.
A ruota seguono Silvia di Visit Flanders e Cycling Flanders, Andrea di Maglianera Cycling e Pietro di Dryarn, è grazie a loro se abbiamo potuto fare la lotteria finale.
Per il ristoro che vi siete divorati dobbiamo ringraziare Attilio della Macelleria Bonora, Daniele del Panificio Mandelli e Fabio di Co.Fru per il quantitativo industriale di banane che avete spazzolato, senza di loro avreste trovato i tavoli vuoti e non ci saremmo divertiti così tanto!
Ho quasi finito, mancano soltanto Michele e Arian dei Cicloidi e la coppia magica Daniele + Giuseppe de La Popolare che ringrazio per le mille risate in chat e perchè insieme abbiamo creato Il Trittico, una cosa che ormai è parte di me e di cui vado orgoglioso!
Non ho dimenticato Vittorio, l’ho soltanto tenuto alla fine perchè si merita uno spazio tutto suo, perchè senza di lui e 2CStampe non dico che Il Trittico non esisterebbe, ma sicuramente non sarebbe così figo, grazie gregario che mi tieni d’occhio quando siamo in gruppo!

Foto: Graziano Fumagalli

Infine, last but not least, un grazie enorme che più enorme non si può a Maddi che per tutto un altro anno mi ha sopportato e aiutato in questa avventura, che non è il Martesana, ma è la vita di tutti giorni!

Foto: Fulvio Silvestri

Come vedete il Martesana Van Vlaanderen è qualcosa di grande cche coinvolge un sacco di persone, per me è sempre una giornata speciale e vedervi soffrire sulle mie strade e poi vedervi contenti con in mano un bicchiere di birra mi rende per un giorno la persona più contenta del mondo.
L’ho sempre detto e lo ripeto qui, il Martesana non deve cambiare, lo spirito deve rimanere questo, l’evento deve rimanere gratuito! Chiaramente delle spese ci sono e le vostre offerte e la vendita di cappellini e magliette servono proprio a sostenerci per fare in modo che tutto possa restare così come è stato pensato fin dall’inizio. Una festa, senza paturnie per tempi e classifiche, quel sano agonismo tra amici, il giusto quantitativo di acido lattico da reintegrare alla fine con una bella birra!
Mi ripeterò, lo so, ma finché per me sarà un divertimento e non un peso sono sicuro che continueremo a trovarci un sabato mattina di primavera, non importa quanti saremo, metteremo il culo sulla sella, chiuderemo gli occhi e ci catapulteremo nelle Fiandre per un giorno!

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