Martesana Van Vlaanderen 2016

Martesana Van Vlaanderen 2016

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La storia del Martesana Van Vlaanderen comincia nel lontano mese di Luglio 2012, ero stanco di percorrere sempre le solite strade sulle rive del Naviglio Martesana e dell’Adda, così, complice un weekend senza auto per andare in montagna, convinco il mio amico Alberto a prendere parte a questo giro alla caccia delle salite della zona!

MVV_2012_Albe

Tornato a casa mi diverto a creare delle mappe, sicuramente contorte, ma che nella mia testa fanno scattare degli strani meccanismi e nonostante sia piena estate comincio a fantasticare di questa Classica del Nord sulle strade di casa. La cosa più malata è però quella di aver rinominato tutti questi strappi con il nome del paese o di un loro elemento caratteristico tradotto in una lingua inventata simile al fiammingo, aggiungendo poi in fondo la parola muur!

MVV_2012_Map2

Inizialmente il percorso si spingeva soltanto fino a Trezzo sull’Adda, col passare dei mesi mi accorgo che c’è bisogno di salite nuove, un po’ per variare il percorso, un po’ perchè voglio allungarlo quel tanto che basta per renderlo più duro.
Passo delle ore davanti alle mappe alla ricerca di strade nascoste e dopo decine di uscite nel weekend ecco arrivare quello che è forse il punto di svolta. Siamo a Giugno 2013 e durante una normalissima uscita domenicale percorro una salità in pavè a fianco della Centrale Bertini e rimango folgorato dalla bellezza di una ripida strada in ciottolato che dal ponte di Paderno scende verso l’Adda.

Found a new amazing #cobbled #climb near #Paderno #bike #onehundredblack

A photo posted by Giovanni Pirotta (@brokenp87) on

In quel momento non lo sapevo, ma avevo conquistato il mio primo Bertinicentraalmuur e avevo scoperto, seppur in discesa, la strada che più di tutte ha ispirato il Martesana Van Vlaanderen, quel giorno è ufficialmente nato il Padernmuur!

MVV_Padernmuur_Strava

Il battesimo in salita del Padernmuur avviene con il tandem insieme a Maddalena, come lo è stato per noi (più o meno) è amore a prima vista e nel mese di Novembre 2013 decidiamo di tornare sui quei ciottoli per girare questo video, stavolta ognuno con la sua bicicletta. Ci mettiamo ben 46’38” per arrivare in cima a furia di piantare il cavalletto e filmare!

Ormai i muri sono tutti mappati su Strava e noto con piacere che non sono pochi i ciclisti che li percorrono abbastanza abitualmente durante le loro uscite! Finalmente arriva la primavera, è tempo di Classiche e Domenica 06 Aprile 2014, mentre nella piazza di Brugge sta per partire la vera Ronde, io e Maddi siamo a Concesa per la partenza del nostro personale tributo a questa fantastica corsa, un giro breve, ma una tappa molto importante nella genesi di questo progetto!

MVV_2014_RVVDay

Nella mia testa comincia a frullare sempre di più l’idea di organizzare per davvero qualcosa di serio.
A Settembre sulla mappa di Strava appare un segmento chiamato Hemelmuur, una stradina che dal fiume sale fino a Villa Paradiso. Non lo conosco, non l’ho mappato io, scopro che hemel vuol dire paradiso in fiammingo, qualcuno ha visto i miei segmenti e ha proseguito con la stessa tecnica, ho fatto centro! Ovviamente il sabato successivo prendo la bici vado a provarlo con Maddi.

MVV_Hemelmuur_Strava

Salita tostissima, fondo irregolare, perfetta per il Martesana Van Vlaanderen, ci siamo, adesso abbiamo davvero tutti gli ingredienti per creare qualcosa che nella mia testa mi sembra una cosa fighissima!
Nella primavera del 2015 faccio qualche prova e comincio a disegnare il percorso, poi i preparativi per il viaggio in Islanda con Maddi distolgono un attimo la mia attenzione dal progetto.
Una volta tornati da questa incredibile avventura però riparto a mille, decido di unire la pubblicazione del mio nuovo sito con la pubblicazione della pagina Facebook dedicata al Martesana Van Vlaanderen. In pochissime settimane nasce il logo, si delinea il percorso definitivo e un venerdì di ferie é l’occasione per testare il giro completo. Avevo appena fatto il Double Stelvio per cui non ero proprio fuori forma, sta di fatto che arrivo a fine giornata bello stanco e mi convinco che questo Martesana Van Vlaanderen sia per davvero una figata pazzesca, sono pronto, si va online!
Giorno dopo giorno crescono i like sulla pagina, l’idea sembra piacere e questo mi carica un sacco, parlo praticamente solo di quello, sacrifico ore si sonno per creare le grafiche e mi diverto un mondo a pensare a cose nuove da fare da qui alla data dell’evento!
Tramite i social conosco i ragazzi dei Cicloidi e de La Popolare Ciclistica, andiamo a fare un giro sul percorso fantasticando di creare una sorta di circuito di eventi simili, tutti ispirati alle salite del Nord. Trovare il nome giusto sembra un’impresa, ma a metà Marzo nasce Il Trittico, una sorta di brevetto indipendente che racchiude il Martesana Van Vlaanderen, la Coppa Asteria a Bergamo e la Muretti Madness a Firenze, un ciclismo dal basso all’insegna della fatica in tre luoghi tutti da scoprire!

IlTritticoFB-GoldIl tempo vola, apro le iscrizioni e ne arrivano subito un botto, comincio seriamente a pensare di averla fatta fuori dal vaso e alterno stati di totale euforia a stati di tensione alle stelle. Chiudo le iscrizioni con 383 mail ricevute, il giorno prima dell’evento passo tutto il tempo a rispondere a chi é arrivato tardi, non so quanti saremo di preciso, ma saremo veramente tanti!
La notte non dormo, arrivo al luogo di partenza alle 06:45, prepariamo il banchetto di accoglienza, comincia ad arrivare gente, si ride e si scherza fin da subito, la strada pian piano viene invasa dalle bici, c’è un bel clima, tranquillo, rilassato, come dev’essere un evento che é tutto tranne che una gara.
In anticipo sulla tabella di marcia la gente comincia a partire, meglio così, bisogna sfaldarsi un po’ per evitare ingorghi alle sbarre e agli incroci. Sembra tutto a posto e così, quasi per ultimo, prendo anch’io la bici e parto, la tensione sparisce in un attimo, non ci sto capendo molto, ma sono contento!
Dietro di me Maddi con i miei amici si organizzano per andare al ristoro, non abbiamo pianificato tutto per filo e per segno, molte cose saranno improvvisate, ma li ho visti gasati alla partenza, il ristoro é in buone mani.

Per immortalare l’evento come si deve ho coinvolto l’amico foto-cicloviaggiatore Fulvio Silvestri, venuto da Alba per l’occasione, con lui ci saranno anche Andrea e Antonio, armati anche loro di macchina fotografica per fare foto e video a volontà.
Sul percorso il divertimento é totale, c’è chi si perde, chi smadonna per le pendenze impossibili dell’Hemelmuur, chi perde aderenza sul viscido ciottolato del Padernmuur, qualcuno stringe i denti sul Bertinicentraalmuur perché lo vuole conquistare senza mettere il piede a terra, altri ridono e scherzano con lo staff del ristoro che non ha un attimo di pausa a furia di tagliare pane e salame.
Sulla via del ritorno il fondo sconnesso del Koncesheligdommur fa abdicare molti che sono costretti a spingere, alcuni giungono presto all’arrivo, altri se la prendono con più calma, ma a sentire i commenti sembra che tutti, ma proprio tutti, si siano divertiti un mondo!

Arrivo al pasta party intorno alle 13:30, c’è pienissimo, il Rian Restaurant Cafe ha aperto la zona estiva solo per noi: musica, facce contente, pasta a volontà, birra a fiumi e tantissima gente. Appena capisce che sono arrivato, Matteo prende il microfono e chiede un applauso per me, quel folle ideatore del Martesana Van Vlaanderen. Non sono uno che ama molto i riflettori, ma forse dopo tutto questa avventura é anche giusto godersi questo piccolo momento di celebrità, devo dire che è stato davvero emozionante!
Do un bacio a Maddi e prendo il microfono, vorrei partire facendo l’elenco completo di quelli che mi hanno aiutato a portare avanti questo progetto, ma mi limito a ringraziare tutti in generale, ho le gambe a pezzi e ho troppa voglia di birra!
Ora, non avendolo fatto a voce, posso farlo qui, per cui grazie a Stijn di Belgian Boys Club, a Samantha di The Wonderful Socks e al mitico Peter Velits di Isadore Apparel, nonchè corridore professionista nel team BMC, grazie al Centro Estetico TEN di Inzago, a William di Tuttoadesivo e ai ragazzi polacchi di Podia, grazie a Sergio di Rose Italia, agli amici de La Stazione delle Biciclette di San Donato e a Luca di Veeka. A tutti loro devo dire grazie per aver creduto nel Martesana Van Vlaanderen così come l’avevo pensato e per i premi messi a disposizione per l’estrazione finale.
Un ringraziamento speciale a Vittorio di 2C Stampe per la sua generosità e simpatia, alla Gelateria Pirotta per aver aperto in anticipo, per la colazione e per i gelati in omaggio come premio. Infine, un grazie enorme a Patrizio, Nella, Andrea e Riccardo del Rian Restaurant Cafe, grazie per aver insistito nel voler fare il ristoro, per aver sposato in pieno la filosofia dell’evento accettando senza problemi tutte le mie richieste e, soprattutto, per la massima disponibilità dimostrata verso tutti i partecipanti, siete stati incredibili!
Grazie infinite al mitico Fulvio per le fantastiche fotografie e per lo splendido regalo e poi grazie alla mia cuginetta Chiara e a Graziano, che spero si siano divertiti a immortalare i partecipanti lungo il percorso e ancora grazie a tutti voi, perchè senza il vostro entusiasmo tutto questo non sarebbe stato possibile!
Grazie ad Antonio, Arianna, Andrea, Martina e Matteo che si sono messi a disposizione totale del loro amico un po’ matto, chissà cosa diavolo avranno pensato di me, ma non lo voglio sapere, vedere le loro facce divertite mi ha riempito di gioia!
Grazie a mio fratello Luca che con tutte le sue prese in giro a volte mi riporta coi piedi per terra, ma che questa volta si è divertito anche lui un sacco e poi grazie ai miei genitori per avermi trasmesso la passione della bici e per l’appoggio continuo.
Infine grazie a Maddi, perchè l’ho assillata per mesi, se non anni, con questa storia del Martesana Van Vlaanderen anche quando c’erano cose più importanti a cui pensare, a volte non so proprio come fa a sopportarmi!
Mi piacerebbe che lo spirito del Martesana Van Vlaanderen possa rimanere questo, nessuna gara, nessuna classifica, nessun costo di iscrizione, nessuna segnalazione del percorso, deve essere una giornata in cui la bici è semplicemente un modo per condividere una passione, scoprire nuove strade e fare nuove amicizie.

Ci sono tante belle idee per la testa, bisogna solo capire se e come poterle portare avanti in maniera corretta, senza rischi di alcun tipo per nessuno e senza che lo spirito di questa prima edizione venga alterato. Solo così quello che all’inizio era soltanto un’idea strampalata potrà diventare una vera e propria Classica!

6 Risposte

  1. Luigi
    | Rispondi

    Grazie 1000 a te e tutto lo staff x aver permesso di passare una giornata stupenda ( e’ dir poco )

  2. Italo Portesan
    | Rispondi

    Grazie per la appossionata descrizione. Purtroppo quest’anno non ho potuto programmare la partecipazione. L’unica cosa che posso promettere e’ la mia partecipazione all’anno prossimo. Se verra fatta ancora in concomitanza con la Ronde per amatory vorra’ dire che scegliero’ la Martesaan Van Vlandeeren invece di quella Fiamminga. Chiedo solo un favore: comunica entro ottobre la decisione di rifarla in modo che possa evitatare la iscrizione a quella Nordica. In compenso portero’ due casse di birra trappista, una di doppia e una di tripla della Westmalle.
    Ancora tantissimi complimenti per la bellissima idea.

  3. Giorgio
    | Rispondi

    É la mia prima volta e forse sarà anche l’ultima, visto che io sono un vecchio scialpinista prestato alla bici, ma mi sono divertito tanto a “soffrire” , mi spiace solo di aver spinto per 50 m sul secondo passaggio di non mi ricordo quale muur ma mi hanno preso i crampi , in contemporanea, ai due quadricipiti…
    Che dire, siete stati fantastici…

  4. Luciano Fumagalli
    | Rispondi

    «Think different.» è uno slogan di Apple Computer in uso tra la fine degli anni novanta e l’inizio degli anni 2000, coniato dall’agenzia pubblicitaria TBWA\Chiat\Day di Los Angeles :

    « Questo film lo dedichiamo ai folli, agli anticonformisti, ai ribelli, ai piantagrane, a tutti coloro che vedono le cose in modo diverso. Costoro non amano le regole, specie i regolamenti, e non hanno alcun rispetto per lo status quo. Potete citarli, essere in disaccordo con loro, potete glorificarli o denigrarli, ma l’unica cosa che non potrete mai fare è ignorarli, perché riescono a cambiare le cose, perché fanno progredire l’umanità. E mentre qualcuno potrebbe definirli folli, noi ne vediamo il genio. Perché solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo, lo cambiano davvero. »

    … con le dovute proporzioni, Giovanni ha sicuramente centrato lo spirito dello slogan sopra citato ed il racconto di come è nato il progetto lo testimonia.

    <>

  5. Fulvio Silvestri
    | Rispondi

    Felice di esserne stato parte come membro di un staff da urlo! 🙂

  6. […] partecipai alla prima edizione del Martesana Van Vlaanderen 2016 di Gio Pirotta, alla partenza mi consegnarono una misteriosa tessera per completare un circuito […]

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