Corsica 2010

Corsica 2010

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Quello che segue è il diario di viaggio che ho tenuto durante la vacanza e racconta principalmente il mio viaggio in bicicletta, le mie giornate e i miei pensieri durante questo splendido viaggio in compagnia di Antonio, Matteo e Martina che in sella a due Vespa hanno percorso più o meno le stesse strade!!! La logistica era semplice, io partivo presto al mattino e ci si trovava a fine giornata in campeggio per passare insieme la serata, una vacanza indimenticabile per diversi aspetti, la prima pedalando da solo durante la giornata senza nessun altro sui pedali e la prima in bicicletta in Corsica, che ho come l’impressione che potrà essere la meta di altri viaggi, d’altra parte tutta la costa ovest è ancora inesplorata!!!

Bastia – Santa Severa

Sveglia puntata alle ore 05:20, potrebbe sembrare una giornata come tante altre e invece la macchina con la bicicletta nel bagagliaio prende la direzione di Genova, destinazione porto.
Il traghetto per Bastia molla gli ormeggi alle nove in punto, grazie alla spericolata guida del father riesco ad arrivare giusto in tempo e alle 08:40 parcheggio la bicicletta e salgo sul ponte. La nuvoletta di Fantozzi esiste veramente e per le prime due ore un vento incredibile sferza su tutta la nave, così dopo ben due ore di eroismo decido che forse è meglio correre ai ripari e fare il barbone nei corridoi della nave.
Tra un mezzo abbiocco e una lettura veloce de La Repubblica tanto per far passare il tempo, si comincia a vedere la costa corsa!!! Il dito sembra infinito, e pensare che devo farlo quasi per metà oggi!!!
Quando la voce del comandante invita i passeggeri a scendere nel garage, prendo la mia roba, mi cambio in tenuta ciclistiva e vado a recuperare la mia fidata compagna di viaggio.
Ad attendermi c’è un altro ragazzo, Alessandro, anche lui in bicicletta, anche lui da solo e per di più anche lui della zona di Milano!!! Chiacchierando attendiamo l’apertura delle porte e una volta a terra andiamo insieme alla ricerca di una cartina dell’isola!!! Già, tra gps, navigatore all’occorrenza sul cellulare e cartina se mi dovessi perdere potete tranquillamente darmi del pirla!!!
Il Casinò viene in nostro soccorso offrendoci al prezzo di 4.70€ una cartina decente, ma non finisce qui, il povero Alessandro ha dimenticato il casco a casa, per cui urge una sosta al negozio di biciclette per l’acquisto del copricapo, mi ricorda un po’ il sottoscritto all’Elba con gli occhiali da sole!!!
Dopo una foto per immortalare l’incontro e una birra fresca per brindare all’inizio dei propri viaggi le nostre strade si dividono, Alessandro si dirige verso il Col de Teghime per raggiungere Saint Florent, mentre io imbocco l’asfalto che porta verso Santa Severa.
La strada è un continuo saliscendi anche abbastanza tranquillo oserei dire, avendo tutto il pomeriggio e dovendo percorrere meno di trenta chilometri me la prendo con calma fermandomi spesso.
Una volta usciti dall’abitato di Bastia il paesaggio è veramente stupendo, ma immagino sia niente in confronto a domani, quando a detta di molti percorrerò la parte più nobile del famoso dito!!!
Dopo un’oretta e mezza sono a destinazione, piazzola un po’ piccola e con poca pianura, ma in qualche modo la tenda nuova di pacca è montata quasi alla perfezione!!!
Dietro di me una coppia di ragazzi italiani con un cane che già avevo incontrato sul traghetto, anche loro della zona di Milano, mi sa che siamo tutti qua!!! Per stasera avevo intenzione di mangarmi le insalatissime, ma Giampaolo e Elisabetta mi hanno gentilmente invitato al loro banchetto per una pasta che non potevo rifiutare!!!
I soci vespissti dovrebbero ormai essere arrivati a Genova pure loro, pronti a  partire con il traghetto di domani mattina per poi ricompattare il gruppo a Saint Florent.
Domani la tappa non è breve, poco meno di 80 chilometri lungo la costa per completare il periplo del dito, l’unico incoveniente è che c’è un sole della madonna ma i miei pantaloncini non accennano ad asciugarsi!!!

Santa Severa – Saint Florent

Non si può venire in Corsica e non fare il dito, per cui oggi ho dedicato l’intera giornata alla scoperta di questa affascinante penisola  di Cap Corse. Alle 06:30 un rumore di pioggia mi insospettisce, qualcuno starà sbattendo il telo sulla stradina, e invece no, è proprio pioggia, due minuti e non di più sia chiaro, ma la pioggia si è fatta sentire.
Il cielo è coperto e la temperatura è ottima, esco dalla mia casa e comincio a prepararmi per partire. Credo di non essere mai stato così veloce, infatti dopo qualche biscotto e una barretta per una colazione improvvisata monto in sella e mi dirigo verso nord, direzione Macinaggio.
Fino alla punta est del dito la strada è tranquilla, appena si svolta a sinistra ecco che invece si impenna per circa sei chilometri, quella su cui sto pedalando è il Col de la Serra, che con qualche tornante e qualche lavoro in corso di troppo mi porta ad ovest di Cap Corse, pronto per esplorare il lato est!!!
Come tutti sanno di pianura in Corsica non ce n’è manco mezza, la strada è un continuo salire e scendere che non da respiro, le salite non sono durissime, ma il loro continuo susseguirsi non da tregua alle gambe.
Una volta giunto a Pino mi si pone davanti una scelta, prendere la strada alta o quella bassa?! All’inizio della giornata avevo intenzione di prendere la via alta, la strada vecchia, dislivelli quasi identici e niente di più impegnativo rispetto alla strada bassa per cui l’aspetto negativo sarebbe potuto essere il traffico. Visto però il numero di auto limitate e il manto stradale decisamente migliore sulla via bassa ho deciso di rimanere su quest’ultima!!!
Partendo presto ho messo dietro buona parte dei chilometri da percorrere e a circa tre quarti della tappa sono giusto giusto a Nonza, in tempo perfetto per mangiare due bei panini con jambon tagliato alla francese con cotenna incorporata, biscotti con cioccolato sciolto e un’ottima granita fresca alla coca-cola!!!
La pausa è il momento ideale per contattare gli amici in Vespa, stanno per sbarcare a Bastia e facendo due rapidi calcoli ci dovremmo beccare a Saint Florent quasi in simultanea e difatti va proprio così, aspetto una decina di minuti in piazza ed ecco in lontananza l’inconfondibile rombo delle due PX125!!!
La rimpatriata è abbastanza veloce e il motivo è che dobbiamo cercare il campeggio, di movimento ce n’è per cui la ricerca della piazzola diventa la priorità. Il camping “U Pezzo” ci dice di cercarci il posto, seguci in avanscoperta e via con il montaggio. Il primo accampamento è in piedi, manca la cena ma questo provvede la Spar di Saint Florent che raggiungiamo tutti insieme in Vespa.
I quattro salti in padella francesi non sono della stessa qualità di quelli italiani per cui ripieghiamo su dei ravioli e formaggi vari, una birretta prima di tornare e via con la prima cena da campeggio che alla fine non è niente male!!!

Saint Florent – Corte

Anche oggi la sveglia riesco ad anticiparla di qualche minuto senza neanche farlo apposta. Con vicino i vespisti vedo di smontare il mio loculo senza fare rumore e riesco pure a non svegliare nessuno!!!
L’umidità ha fatto poca condensa rispetto al solito per cui piego subito la tenda nel sacco e e salgo in sella prendendo la strada per Corte. Il primo tratto è subito in salita, la Bocca di Vezzu che costeggia in tutta la sua lunghezza il mitico Desert des Agriates con le sue spiagge bianche e incontaminate dal turismo di massa.
Il sole è caldo anche di prima mattina e una coppia francese ferma in auto sul ciglio della strada a scattare qualche foto mi indica da lontano, vedo la ragazza che si fionda in auto a prendere qualcosa e mi corre incontro con un pacchettino di biscotti allo zenzero incoraggiandomi e dandomi una gradevole spintarella, cosa che le avrei dato volentieri anche io!!!
Proseguendo sulla salita vedo sulla strada due ciclisti con borse sul portapacchi, quando siamo ormai in cima ho modo di raggiungerli e scopro che sono pure loro della zona di Milano e che questo non è il loro primo giro in bicicletta, la cosa per qualche strano motivo mi fa molto piacere!!!
Dalla cima del colle si scende a razzo fino all’incrocio con la N197, poichè la mia meta è Corte svolto a sinistra e comincio questo tratto di strada sempre stupenda, in salita, circondato dai monti, ma purtroppo un po’ trafficato.
Per fortuna a tratti la carreggiata è larga dandomi così l’opportunità di pedalare fuori dalla corsia  di marcia delle auto. Un barettino a lato della strada è il luogo ideale per un caffè e un succo di frutta prima di riprendere la strada verso la sommità di questa salita senza nome.
Quando scollino è quasi ora di pranzo, ma visto che non c’è nulla in cima e visto che vorrei farmi dei panini decido di scendere fino a Ponte Leccia, dove infatti trovo un SuperU, baguette e jambon avec deux prugnes è il menù della giornata!!! Mentre banchetto su un muretto all’ombra di un grosso albero chiacchiero piacevolmente con una coppia di fiorentini in giro in moto, è sempre bello scambiare due parole e vedere come con gente mai vista di possa parlare per ore!!!
Messaggiando con i miei compagni di avventura scopro che sono a pochi chilometri da me, per cui attendo ancora un po’ sdraiato sul muretto il loro arrivo per poi inforcare la bicicletta e percorrere l’ultima fatica di giornata, il Collo di San Quilico, dalla cui cima si può già vedere Corte!!!
Bellissimo cittadina dominata dalla rocca medievale sembra essere presa d’assalto dai turisti come una città di mare. Il campeggio “Chez Bartho” sarà la nostra casa per la notte e visto che un torrente scorre proprio fuori dal cancello non possiamo non farci un salto tutti insieme.
L’acqua sarà esagerando per eccesso a 15°C, ma le mie gambe abbastanza affaticate non possono che gradire!!!

Corte – Solenzara

Oggi devo dormire un pochino di più visto che ho lasciato suonare la sveglia due o tre volte consapevole del fatto che l’umidità avrebbe fatto un brutto scherzo. La tenda è bella bagnata, ma dopo qualche decina di minuti mi rompo di aspettare e piego tutto, carico sul portapacchi e parto salutando gli amici!!!
Come ieri subito salita, da Corte prendo infatti la strada che sale al Colle de Belle Granaje con pendenze non proibitive, ma essendo freddo le gambe faticano un po’ a girare.
Dopo questo primo scollinamento il paesaggio comincia a cambiare, sempre più verde e sempre più fresco quando si alza un po’ il vento. Vorrei fermarmi a fare colazione, ma è ancora troppo presto, per cui meglio proseguire e fermarsi per un break a Vivario, da dove parte, ma in realtà quando arrivo qui la strada già saliva da qualche chilometro, il Col de Sorba, ovvero la Cima Coppi o il Trofeo Henry Desgrange del mio Tour della Corsica a 1311 metri!!!
L’inizio è pedalabile senza alcun problema, anche le gambe rispondono bene e infatti con qualche sosta fotografica e rinfrescante copro i primi chilometri di ascesa molto tranquillamente. Il sole è caldo, ormai è quasi mezzogiorno ed ecco i tornanti finali, pendenze intorno all’8% negli ultimi tre chilometri che devo ammettere mi fanno vedere qualche santo di troppo!!!
Una volta arrivato in cima e scattata la foto di rito sotto il cartello del passo incontro un ciclista tedesco che era salita dalla parte opposta e che intende tornare sullo stesso lato, quello che io devo percorrere in discesa, dove però lui con la sua bici da corsa mi stacca immediatamente!!!
La discesa è a dir poco spettacolare e si può dividere in due lunghi tratti: il primo immerso nella foresta, strada in ottime condizioni e paesaggio incredibile in tutte le direzioni, la seconda, dopo aver passato Ghisoni, sembra ancora più spettacolare!!!
La strada si stringe ed entra in una gola scavata dal fiume, sono le Strette de l’Inzecca dove curva e contro curva offrono scenari splendidi con rocce a picco modellate da acqua e vento, il fiume giù in basso e il rumore delle ruote sull’asfalto a fare da contorno!!!
Mi godo totalmente quessto tratto di strada e dopo un totale di quasi trenta chilometri di discesa imbocco la dritta via per Ghisonaccia.
Mi ero fermato sulle gole con l’intenzione di mangiare un’insalata pronta che avevo ancora in borsa, ma l’impossibilità di recuperare le posate mi ha fatto cambiare idea, così una boulangerie dopo Ghisonaccia diventa il luogo ideale per delle focacce!!!
Sono già le 15:00 e mi mancano una ventina di chilometri alla meta, questo perchè la discesa ha fatto salire la velocità e il numero di chilometri percorsi senza fare troppa fatica!!!
Quelli che restano sono probabilmente i venti chilometri più brutti, la statale è l’unica alternativa e le macchine sono compagne fino al camping “Les Eucalyptus”, poco prima di Solenzara!!!
Antonio, Matteo e Martina in mattinata hanno percorso le gole della Restonica e per questo non sono ancora arrivati a destinazione, quando lo spiego alla tizia del campeggio che sono arrivato io in bicicletta prima di loro non capisce e mi prende per pazzo!!!
Nell’attesa delle due Vespa non posso fare altro che mettermi il costume, portare la bicicletta in spiaggia, prendere la rincorsa e tuffarmi nel bel mare che questa zona offre!!!

Solenzara – Porto Vecchio

Sveglia amara stamattina, cielo grigio, nuvole basse e minacciose, difatti quando stiamo ancora in tenda il ritmo delle gocce si fa sempre più insistente. Il tempo di smontare senza essere sotto l’acqua e poi ancora pioggia!!!
Il programma prevedeva di raggiungere Porto Vecchio percorrendo il Col de Bavella, ma di comune accordo con gli amici in Vespa si decide di tirare dritto per la costa verso Porto Vecchio in modo da visitare la Bavella con il bel tempo.
Parto prima di loro con sacchetti per coprire tenda e sacco a pelo, sosta volante dal fruttivendolo sulla strada per farmi regalare due sacchetti di plastica da mettere sulle scarpe e via sotto una pioggia fine e quasi piacevole, visto che comunque fa sempre caldo.
Essendo sulla strada principale senza troppi dislivelli la velocità di crociere è un po’ più elevata del solito fino al bivio per Pinarellu dove giro a sinistra per evitare un po’ di traffico e per percorrere una strada paesaggisticamente più interessante.
Il cielo nel frattempo si è aperto, il k-way non serve più e ributtandomi sulla N198 prendo la direzione del porto. I vespisti, che hanno ritardato la partenza per evitare di smontare sotto l’acqua non sono ancora arrivati, per cui ne approfitto per una pausa sulla panchina in modo da fare asciugare le scarpe e gli indumenti umidi. Ormai il maltempo si è dileguato e la giornata sembra quasi perfetta.
Una volta ricongiunto il gruppo ci dirigiamo come da programma al Camping Asciaghju sulla strada per Bocca dell’Oru proprio di fronte alla spiaggia U Tamaricciu, adiacente alla più famosa Palombaggia!!!
E’ circa l’una di pomeriggio quando montiamo l’accampamento, prestissimo rispetto al solito, per cui il pomeriggio sarà dedicato senza troppi problemi al cazzeggio e al mare!!!
Un po’ di riposo sull’amaca di Matteo, un po’ di lotta con le vespe, insetti in questo caso e poi tutti a fare il bagno!!!
Peccato per la Bavella, ora ci sarà da ponderare la cosa, domani gireremo qualche spiaggia della zona e staremo belli belli sotto il sole della Corsica con la bicicletta parcheggiante, il giorno seguente invece l’idea è quella di affrontare il Col de Bavella da questo versante e considerando che avrò la bici scarica visto che la notte seguente saremo ancora in questo campeggio l’idea di un lungo giro ad anello nell’entroterra mi stuzzica alquanto!!! Stasera andrò alla ricerca di un internet point a Porto Vecchio per analizzare chilometraggio e altimetrie del giro e vedere un po’ cosa fare!!!

Les Aguilles de Bavella

Tutto quello che scriverò non basta sicuramente per descrivere la tappa di oggi!!! Dopo due giorni di relax dedicati al mare, o per lo meno alla non bicicletta causa anche un altro giorno di pioggia, decidiamo di affrontare il Col de Bavella!!!
Come solito parto prima dei compagni vespisti, per le 08:20 dopo una sostanziosa colazione sono in bicicletta. Per raggiungere la strada per Zonza mi ci vogliono 10 chilometri dal campeggio, svolto a sinistra e la strada comincia subito a salire. Poichè la bici è scarica le pendenze mi sembrano tutte un po’ più dolci di quelle dei giorni precedenti, ma per la verità non sono poi così proibitive, più che altro la salita è lunga!!!
La strada sembra veramente una strada alpina delle nostre, profumo di pino portato dal vento e cielo limpido verso la meta.
Superato il paese de L’Ospedale l’asfalto regala circa una ventina di chilometri di discesa, scendendo in questo tratto di circa 200 metri di altitudine fino al bel paese di Zonza!!!
Qui, dopo una pausa spuntino, comincia l’ascesa finale al Col de Bavella, meglio conosciuto in Corsica come Bocca di Bavedda!!!
Il primo tratto è molto facile con ben un chilometro in contropendenza che fa respirare, mentre il secondo tratto, invece, è puro godimento per gli occhi!!!
La strada rimane in costa alla montagna con lo strapiombo sulla sinistra e di fronte le vette della montagno più simbolica dell’isola, le cosiddette Aiguilles de Bavella, che come tante guglie dominano la valle sottostante, da una parte una distesa di boschi, dall’altra blocchi di pietra argillosi modellati dal vento con lo sfondo del mare a fare da contorno al già incredibile paesaggio!!!
Parcheggio la bicicletta e cammino nello spiazzo alla ricerca di scatti mozzafiato, sento un rumore, mi giro e il vento ha scaraventato a terra la mia due ruote!!!
Un vento ininterrotto ha accompagnato l’intera salita, per fortuna in alcuni tratti questo era a favore!!!
Dopo circa una quindicina di minuti passati in vetta al cospetto della Madonna delle Nevi e delle guglie della Bavella inforco la bici e mi butto in discesa, destinazione Zonza, dove i miei amici in Vespa mi attendono per pranzare insieme, poi loro saliranno al passo, mentre io proseguirò nella direzione opposta.
Quando è il momento di ripartire il contachilometri segna già 67 chilometri, facendo un rapido calcolo ritornando per la stessa strada o passare da Levie e tornare facendo un anello è pressochè identico sia sotto l’aspetto chilometrico che sotto l’aspetto altimetrico, per cui prendo la seconda opzione e mi butto in picchiata verso Levie.
Per 12 chilometri la strada scende, sedere e gambe riposano un po’ prima di faticare nuovamente quando l’asfalto rossastro torna a salire verso il Col de Bacina, a circa 900 metri di altezza.
La strada non è per nulla trafficata, sono un po’ stanco in realtà, per cui per la prima volta nella vita prendo l’ipod e mi infilo le cuffie nelle orecchie, paesaggio spettacolare, Pearl Jam nelle orecchie e gambe che girano fino alla vetta dove si apre la vista sul golfo di Porto Vecchio!!!
Sarei rimasto in cima un po’ di più, ma il vento a raffiche violentisssime che soffia in questo punto è allucinante, mi imbacucco con windstopper e foualard sulle orecchie e indirizzo le ruote verso la discesa.
In certi punti non ci si può non fermare per ammirare la bellezza di questa zona della Corsica, montagna, boschi e il mare!!!
Sto scendendo piegando la bici qua e là quando comincio ad avvertire un qualche problemino a livello di stomaco, capisco che posso arrivare al campeggio senza problemi, per cui con le gambe che non vanno più come in mattinata macino gli ultimi chilomentri verso Porto Vecchio prima e verso Bocca dell’Oro poi, dove è situato il nostro camping Asciaghju, nostra base in questi giorni!!!
Alla fine quando scendo dalla bicicletta i chilometri sono ben 123 con circa 2200 metri di dislivello totale, sicuramente un’impresa che per quello che ha offerto sotto tutti i punti di vista si è rivelata forse la tappa regina di questo tour!!!

Porto Vecchio – Bonifacio – Santa Teresa di Gallura – Olbia

E’ come tutte le vacanze anche in questa arriva la fine, arriva il momento di salire sul traghetto e parcheggiare la bicicletta, scattare in pole position sulle scale e cercare un posto per dormire. Qui sdraiato sul pianerottolo insieme a otto persone ci apprestiamo a passare la notte sul mare!!!
La giornata di oggi è cominciata presto, sveglia alle 06:45 e veloce come la luce abbiamo smontato l’accampamento, colazione al vole e poi il sottoscritto prende la bici e vola verso Bonifacio con l’obiettivo di compreare i biglietti del traghetto per la Sardegna anche per i tre vespisti!!!
Dopo circa un’ora e mezza arrivo a destinazione, percorro tutto il porto a cui sono attraccate delle barche da sogno e faccio i biglietti per la traversata, dopodichè, avendo a disposizione circa due ore d’attesa, salgo alla cittadella per poter ammirare le famosissime falesie di Bonifacio.
Queste altissime scogliere calcaree, bianche e a picco sul mare, la città costruita sopra uno sperone ti fa domandare come diavolo sia possibile tutto ciò!!!
I compagni d’avventura arrivano giusti giusti in tempo per l’imbarco, parcheggiamo i mezzi e partiamo con le danze!!! Le Bocche di Bonifacio sono sempre caratterizzate da vento e onde, infatti guardando dall’oblo del salone ora si vede il mare, ora il cielo e poi di nuovo il mare con alle spalle la lunga linea delle scogliere corse!!!
Dopo circa un’ora di traversata andiamo insieme alla ricerca di un supermercato per formaggio e affettati e poi ci dirigiamo verso la panchina davanti al municipio di Santa Teresa di Gallura!!!
Da qui in poi, dopo un ritrovato vero caffè espresso all’italiana, le nostre strade si dividono: Antonio, Matteo e Martina partiranno in Vespa alla volta di Palau, mentre io tirerò dritto fino ad Olbia, dove il traghetto parte alle 22:00 in punto!!!
Le Vespa mi sorpassano strombazzando e le vedo scomparire in lontananza dietro la collina quando la strada comincia il continuo su e giù fino a destinazione!!! Vorrei anche fermarmi da qualche parte per un gelato, ma non incrocio un baracchino che sia uno, così dopo una breve sosta arrivo ad Olbia prestissimo.
Passo l’intero pomeriggio nella piazza principale, sorseggiando una coca gelata e preparando le cose per la traversata, dopodichè dopo una puntatina all’internet point mi dirigo verso il porto vestito in borghese, il traghetto è pienissimo, l’aria condizionata alle stelle e infilato dentro al sacco a pelo mi infilo le cuffie nelle orecchie e tento di dormire ripensando a tutte le belle avventure passate in questo fantastico tour particolare della Corsica!!!

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